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Pubblicato il 13-12-2004
Fungo “Shiitake”, elisir di lunga vita

Dalla tavola ai laboratori delle università di tutto il mondo: arriva dall’Asia il fungo che soddisfa il palato e migliora la salute.

Lo “Shiitake” (Lentinus Edodes) è una qualità di fungo che proviene dall’estremo Oriente, già diffuso nell’antica Cina prima ancora dello sviluppo della coltivazione del riso e da centinaia di anni parte integrante della dieta in Giappone. Il suo nome deriva dall’unione delle due parole giapponesi “Shii” (quercia) e “Take” (fungo), perché cresce spontaneamente sui tronchi di questi alberi. Da qualche tempo la sua coltura si sta diffondendo anche in Europa, ma è reperibile più facilmente nei negozi di prodotti biologici in forma secca.
 
All'apparenza potrebbe sembrare soltanto una variante esotica dei funghi nostrani, in realtà lo Shiitake è dotato di straordinarie qualità extra-nutrizionali, oltre a un grande sapore e un discreto apporto calorico dovuto alla quantità di proteine presenti (296 kcal/1238 kJ per 100 gr di prodotto secco). Non a caso appartiene alla tradizione culinaria orientale, che da sempre associa al piacere del palato una funzione curativa del cibo: durante la dinastia Ming fu definito “elisir di lunga vita”.
Ma quali sono le virtù medicinali del fungo Shiitake? Anche se molte culture attribuiscono ai funghi in genere poteri quasi magici (soprattutto psicotropici e allucinogeni), lo Shiitake è da tempo studiato nelle università di tutto il mondo perché alcune sue componenti sono risultate efficaci nel trattamento di alcuni tumori (leucemie e cancro al seno), nella riduzione dei livelli di colesterolo nel sangue, nella stimolazione del sistema immunitario e in particolare contro i virus. Alcuni suoi fito-estratti, inoltre, sono impiegati nell’industria cosmetica per la realizzazione di creme dall’effetto “anti-età”.

Secondo quanto riportato da Nico Valerio nel suo “L’alimentazione naturale” (Oscar Mondadori), 90 g di questi funghi al giorno, per una settimana, abbassano il tasso di colesterolo del 12% in media nelle persone sane, e neutralizzano i danni derivanti dalla massiccia introduzione di grassi saturi.

Insomma ce n’è abbastanza per augurarsi che la cultura dello Shiitake si diffonda anche nel nostro paese, nonostante una notizia “Ansa” dello scorso 21 aprile affermi che “trecentoventi chilogrammi di “Shiitake” sottolio provenienti dall'Asia sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza perché venivano messi in commercio confezionati ed etichettati con la più comune denominazione di funghi carboncelli!"

Olimpia Ellero

 

 

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Approfondimento

Bibliografia:
Kenneth Jones, Shiitake: The Healing Mushroom, Healing Art Press, 1995.

Jennifer Snyder, The Shiitake Way: Vegetarian Cooking With Shiitake Mushrooms, Book Pub Co, 1993.

Nico Valerio, L'Alimentazione naturale: il manuale completo del mangiar sano, Oscar Mondadori, 1992.
 


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