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Cibo e cultura  »  Biodiversità
Pubblicato il 13-07-2007
Olio di argan

Da tempo immemorabile l'olio ricavato dalle bacche di argan è un ingrediente fondamentale per la cucina dei berberi. Utilizzato anche in cosmesi naturale, è ora Presidio Slow Food. 

L'argan è simile all'olivo ed esiste soltanto sulla costa meridionale del Marocco, tra Safi (a nord) e Goulimime (a sud), in una zona arida, povera e d'estate caldissima.
Sono necessari cinquanta chili di bacche per produrre mezzo litro di olio; una resa bassissima, a fronte di una lavorazione lunga e laboriosa: ecco perché il prezzo sul mercato (intorno ai 25 euro il litro) è molto più alto di quello dell'olio di oliva. La produzione è compito prevalentemente femminile: di madre in figlia le donne si tramandano saperi e gesti antichi.

 

Con movimenti ripetitivi e rapidissimi e con l'aiuto di un sasso rompono i gusci duri dei noccioli, estraggono le armelline e poi le tritano. Alla pasta ottenuta aggiungono una piccola quantità di acqua tiepida per facilitare l'estrazione dell'olio quando la miscela sarà pressata in un piccolo mulino casalingo fatto di due pietre rotanti.


Il colore dell'olio d'argan è dorato intenso, il sapore è netto, di nocciola, con uno spiccato aroma tostato. Se ne aggiungono poche gocce al termine della cottura del "cuscus", nelle "taijne" di pesce e di carne e nelle "crudités". Può essere consumato anche crudo, su di una semplice fetta di pane.


Unito alle mandorle e al miele, è ingrediente dell'"amlou beldi", la crema tradizionale che ancora oggi si offre ai visitatori, assieme al pane e al tè alla menta, come segno di benvenuto. Nelle campagne è usanza dare ai neonati, come primo alimento, poche gocce di questo olio. E poi, con l'argan, si idrata la pelle, si ungono i capelli, si curano le cicatrici.

 

A cura della Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus

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Il Presidio
Il Presidio è nato nel 2001 grazie a Zoubida Charrouf, docente dell’università di Rabat. In cinque anni è migliorata nettamente la tecnica produttiva e la produzione è passata dai 2 mila litri di olio a 25 mila. Le produttrici del Presidio, che all’inizio erano 40, oggi sono 500, riunite in 11 cooperative (e, per il 2007, l'obiettivo è di arrivare a 2mila, perché molte altre donne sono interessate ad aderire). La raccolta delle bacche, la rottura dei gusci e l’estrazione dell’olio sono un’occasione di socialità: le donne si riuniscono, frequentano corsi, imparano a leggere e scrivere. Il Presidio dell’argan ha anche una valenza ambientale. L'Arganeraie, infatti, è una foresta di venti milioni di alberi dichiarata dall'Unesco "Riserva della Biosfera": un importante baluardo contro l'avanzata del deserto. Grazie ad un progetto finanziato dalla Regione Piemonte, saranno inviati tecnici per migliorare la filiera produttiva, saranno organizzati corsi di formazione per le donne, la Coldiretti piemontese aiuterà le donne a sviluppare attività di agriturismo e l’olio di Argan sarà promosso nella ristorazione internazionale.


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