
Mirtilli, frutti di bosco e vegetali violetti: le virtù degli antociani per capillari, cuore e tumori
I frutti di bosco (ma anche il cavolo rosso, l’uva nera da vino e lo stesso vino rosso), insomma tutti i vegetali di color violetto-bluastro o rosso scuro che hanno il brutto vizio di macchiare dita e tovaglie, sono ricchi di antociani, coloranti fenolici che se assunti regolarmente e in buona quantità migliorano la vista, proteggono il sistema vascolare, prevengono i capillari fragili, riducono il rischio di malattie cardiache e, secondo una recente ricerca, anche di cancro.
Antinfiammatori, antiossidanti, antibatterici, rinfrescanti, astringenti, tonici, diuretici: le attività terapeutiche dei mirtilli sono numerosissime. Dotati di vitamine A e C, acido citrico e malico, mirtillina (sostanza che li rende disinfettanti delle vie digestive), fosforo, calcio, manganese, questi piccoli dal gusto dolce leggermente acidulo, rinforzano i capillari delle gambe e del viso e sono ottimi per combattere la stanchezza oculare.
Secondo studi scientifici riportati da Nico Valerio sul suo “L’alimentazione naturale” , gli antocianosidi del mirtillo (i pigmenti che ne determinano il colore) “sono probabilmente responsabili dell’inattivazione dei batteri che sono spesso la causa di diarree dei bambini” e di infezioni renali negli adulti, specie nelle donne. “Gli antocianosidi mostrano anche una spiccata attività di protezione dei vasi e delle arterie, utile nella prevenzione delle malattie cardiache, nell’arteriosclerosi e nell’ictus” - prosegue Valerio.
Una capacità nota di queste sostanze è quella di migliorare la vista e la sensibilità della retina dell’occhio: agendo sui capillari della retina, migliorano l'irrorazione delle cellule sensibili alla luce e favoriscono l'adattamento all'oscurità. L'uso del mirtillo è indicato in tutti i casi di degenerazione della retina, compresa la retinopatia diabetica. Ma la performance migliore, i mirtilli, la esplicano “aumentando la resistenza dei capillari e diminuendo la loro permeabilità, ovvero nel trattamento di disturbi circolatori come le vene varicose, le emorroidi e la fragilità capillare” scrive Valerio. Almeno fino ad ora. Una recentissima ricerca condotta dall’Università statale dell’Ohio, infatti, ha dimostrato che i mirtilli sono anche dotati di importanti proprietà antitumorali dovute, ancora una volta, alla presenza di antocianine. Pochi giorni fa il sito scientifico della BBC ha diffuso i risultati dello studio, confermando il potere anti-cancro del mirtillo e spiegando il meccanismo d’azione dei suoi antocianosidi.
Il mirtillo con le maggiori proprietà curative è quello nero-bluastro; il mirtillo rosso è perlopiù diuretico e rinfrescante. Il mirtillo gigante (la varietà coltivata), grosso il doppio della varietà selvatica, ha la proprietà di impedire ai batteri di attaccarsi alle cellule e previene efficacemente le infezioni delle vie urinarie. Le foglie del mirtillo contengono sostanze che abbassano il contenuto di zuccheri nel sangue, sono quindi ipoglicemizzanti e consigliate ai diabetici.
Mirtilli freschi da raccolta spontanea, mirtilli coltivati, succhi, marmellate… Qual è il modo migliore di metterli in tavola per approfittare delle loro preziose virtù? Lo abbiamo chiesto direttamente a Nico Valerio: “I mirtilli si consumano al naturale, freschi o essiccati, oppure nella zuppa dolce di fiocchi di avena della colazione, in macedonia con limone e miele, nella panna di latte o nello yogurt, con ricotta e miele, come decorazione sulle torte di pasticceria, nelle crostate, nelle omelettes (o sopra, sotto forma di salsa di mirtilli al latte), perfino per personalizzare e colorare i primi piatti di cereali salati (riso integrale ai mirtilli, crema di riso, di miglio o di avena con mirtilli ecc.), e come contorno contrastante e acidulo in alcuni secondi piatti.
Una volta tanto, con i mirtilli siamo fortunati: il principio attivo non si degrada col calore e lo troviamo intatto anche nel succo e nelle marmellate. Piuttosto, attenti allo zucchero aggiunto come conservante, che ne fa un cibo calorico. Non vorrei che per ritrovarvi con i vasi sanguigni più sani, vi scopriste dopo qualche settimana… sovrappeso! Infatti, non basta mangiarne un po’ ogni tanto, come se fosse una pillola farmaceutica: bisognerebbe consumarne tanto e di continuo. E allora, con quello che i mirtilli e derivati costano - e spesso non sono neanche reperibili - vi do una “dritta” scientifica: mangiate anche molto cavolo rosso, uva rossa da vino, ravanelli, more, gelsi neri, frutti di bosco in genere. I primi tre alimenti sono ottime ed economiche fonti di antocianosidi. Non tentate, poi, di “curarvi col vino rosso”, come facevano certi montanari del Piemonte: oltre un bicchiere da 100 ml a pasto - il classico bicchiere da vino italiano - l’alcol diventa prevalente, ed è un tossico. Piuttosto, conviene diversificare le fonti e usare insieme regolarmente tutti gli alimenti sopra elencati. In caso di malattie serie, come quelle cardiache, non interrompete le cure farmacologiche”.
Paola Magni
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