FAQ

Impatto Zero

Che tipi di crediti acquista Impatto Zero?

Il protocollo di Impatto Zero® prevede l’acquisto di carbon credit con certificazione VER, VCS, CCBS, CFS, Gold Standard, Plan Vivo, CSA e altre ritenute equivalenti dal comitato tecnico scientifico del progetto.

In particolare sono preferiti carbon credit provenienti da progetti che prevedono il patrocinio o l’applicazione diretta da parte delle autorità locali o direttamente dal ministero dell’Ambiente. I crediti (validi per il mercato volontario) vengono generati grazie ad attività di riforestazione, interventi di efficienza energetica e sviluppo di fonti rinnovabili.

La compensazione tramite aquisto di crediti non prevede la proprietà di terreni e aree boschive né da parte di LifeGate, né da parte dell’azienda.

Chi garantisce e certifica che l’intero processo venga realmente messo in atto?

L’intero processo di Impatto Zero® è garantito dall’ente certificatore riconosciuto dalla Unione europea. I partner scientifici sono diversi. Le start-up del progetto sono il politecnico di Losanna e il politecnico di Torino.

I carbon credit sono certificati dal ministero dell’Ambiente dei paesi nei quali è attivo il progetto e devono rispettare i criteri qualitativi imposti dagli standard di Impatto Zero®. Inoltre vengono effettuati controlli annuali in ogni parco o riserva grazie alle Guardie ecologiche volontarie (Gev) che controllano lo stato di avanzamento dei lavori.

Infine Impatto Zero® verifica anche la comunicazione svolta dalle aziende aderenti in merito ai progetti di creazione e tutela di foreste in crescita.

Per saperne di più sui partner è possibile consultare il la sezione Garanzie [link].

Come si fanno ad evitare doppie assegnazioni di terreni?

Per evitare il fenomeno del double counting o sovrapposizione di vintage, cioè per evitare che la stessa area venga destinata a più di un cliente, esistono due livelli di garanzia:

  • i crediti acquistati sono annullati direttamente alla fonte sui registri ufficiali degli enti governativi preposti;
  • LifeGate ha un proprio registro per il controllo della fase d’uso dei crediti. Tale registro prevede l’utilizzo di un software certificato e del controllo online da parte dell’ente certificatore.
  • tra gli operatori del mercato volontario questo tipo di garanzia offerta da LifeGate è offerta da pochi altri. La maggior parte, infatti, acquista direttamente i crediti a proprio nome e non ha nessun controllo terzo sull’utilizzo degli stessi, cioè non esiste nessun altro ente che controlli che non vengano venduti gli stessi crediti a più aziende.

È possibile accedere al registro dei crediti inviando una richiesta specifica a impattozero@lifegate.it

Cosa significa riqualificare e proteggere un'area?

Le opere di creazione e di tutela di foreste in crescita comprendono:

  • lo svolgimento di ricerche scientifiche sulla biodiversità del luogo;
  • la pulizia dell’area;
  • il rimboschimento sotto il controllo di ricercatori scientifici e biologi;
  • il controllo dello stato di salute delle piante;
  • la protezione dell’area con ogni mezzo adeguato;
  • la vigilanza;
  • l’implementazione di sistemi antincendio;
  • la realizzazione di campagne di informazione in loco.

Dove si trovano le riserve?

Le riserve si trovano in:

  • Italia
  • Costa Rica
  • Madagascar
  • Bolivia
  • Panama
  • Nuova Zelanda

Tutte le aree riforestate sono visibili su Google Maps e sono direttamente accessibili al pubblico.

I terreni sono di vostra proprietà?

LifeGate non detiene gli alberi, né i terreni riforestati. Questi rimangono di proprietà degli enti e dei partner ambientali del progetto Impatto Zero®. Le organizzazioni per statuto devono occuparsi esclusivamente di conservazione e studi scientifici.

LifeGate garantisce che su questi terreni esista un vincolo di lungo termine che obblighi le organizzazioni a non destinare i terreni stessi ad usi diversi dalla conservazione e dalla tutela.

Impatto Zero è un business?

Esiste una convinzione errata che identifica “fare del bene” esclusivamente con il non profit. LifeGate, che è una società per azioni, non riceve donazioni, sussidi, finanziamenti pubblici. Come impresa, LifeGate vuole dimostrare che è possibile coniugare il profitto con il rispetto per l’ambiente.

Impatto Zero investe in settori che evitano la produzione di CO2, tipo il fotovoltaico?

Sì. Impatto Zero® ha investito nella realizzazione del primo parco fotovoltaico a “girasoli” dell’Italia settentrionale, ad Anzano del Parco, in provincia di Como. L’impianto è composto da 270 pannelli fotovoltaici disposti su nove grandi “girasoli”: si tratta di tracker alti quattro metri in grado di orientarsi, con un motore elettrico, in direzione del sole nell’arco dell’intera giornata.

I moduli fotovoltaici hanno una capacità produttiva annuale di oltre 75mila chilowattora (kWh). L’energia pulita prodotta dall’impianto eviterà l’emissione di 45 tonnellate di CO2 all’anno.

Non solo. Lo scopo di Impatto Zero® è quello di ridurre la CO2 in atmosfera: per questo nell’attività di consulenza uno dei primi obiettivi è quello di portare le aziende ad investire direttamente nei progetti di efficienza energetica e nelle energie rinnovabili.

La compensazione delle emissioni di CO2 è una soluzione per il riscaldamento globale?

La compensazione delle emissioni di CO2 non è la soluzione definitiva per il problema del riscaldamento globale, ma è un’operazione indispensabile. Lo afferma il Protocollo di Kyoto e lo confermano diverse ricerche scientifiche indipendenti. Secondo quanto emerge da uno studio dell’università di Helsinki del 2007, tra il 1990 e il 2005 l’espansione di boschi e foreste nei 27 paesi dell’Unione europea ha assorbito ogni anno un sovrappiù di 126 milioni di tonnellate di anidride carbonica, pari all’11 per cento delle emissioni totali.

Il primo scopo di Impatto Zero® è di incoraggiare comportamenti consapevoli per ridurre alla fonte le emissioni di anidride carbonica, adottando uno stile di vita rispettoso dell’ambiente e incoraggiando l’uso di tecnologie eco-compatibili. In seguito, il progetto di LifeGate aiuta i propri clienti, che siano aziende, enti o persone, a compensare quelle emissioni inevitabili contribuendo alla creazione e tutela di foreste in crescita. Questa azione consente il riassorbimento della CO2 e permette di proteggere ecosistemi nei quali possono vivere piante, animali e minerali, nei quali cioè si conserva la biodiversità del pianeta.

Perché la foresta deve essere in crescita per assorbire CO2?

Affinché una pianta sia in grado di assorbire il massimo di anidride carbonica è necessario sia in crescita, cioè non ancora arrivata alla sua fase matura. Tale fase varia a seconda di diversi parametri come la localizzazione della foresta e le specie presenti. In generale, per le piante ad alto fusto, si colloca in un arco di tempo compreso tra i 40 e i 100 anni.

Perché non vi occupate direttamente della riqualificazione e protezione dei terreni?

Le opere di riqualificazione e protezione sono affidate ad organizzazioni con riconoscimenti internazionali, dotate di un controllo scientifico, con una vasta esperienza e capacità di monitorare in via autonoma i progressi sul campo.

L’alta affidabilità dei partners ambientali garantisce, insieme al controllo generale dell’ente certificatore, la correttezza di tutto il progetto e l’utilizzo migliore delle risorse e delle competenze.

Perché si riforesta all’interno di parchi e riserve?

Impatto Zero® sente l’esigenza di appoggiarsi a strutture già operative e competenti, come appunto parchi e riserve, per avere la garanzia che le aree tutelate restino tali per sempre.

La partnership di LifeGate con Asepaleco, ad esempio, si inserisce in un progetto più ampio che vede l’associazione costaricense impegnata nell’acquisto di terreni da privati per ampliare la riserva già esistente. In questo modo non solo si consolida solo la zona già protetta ma si sottopongono a tutela anche nuove aree che al momento sono a rischio, sia per lo stato di incuria sia perché di proprietà di privati che potrebbero cambiarne la destinazione di utilizzo. La stessa logica è stata seguita per gli interventi in Madagascar.

Per quanto riguarda il Parco del Ticino, la scelta è stata dettata sia dai numerosi riconoscimenti internazionali attribuiti al parco, sia dall’innovativo esperimento di cui il parco è protagonista che prevede la convivenza di aree a protezione totale, aree a protezione parziale e insediamenti umani in un tentativo di armonizzare il rapporto dell’area circostante con l’ambiente naturale.

Si può identificare l’area riforestata?

Sì, è possibile identificare tramite coordinate gps le aree riforestate da Impatto Zero®. Inoltre, in loco sono presenti diversi cartelli segnaletici sui quali sono indicate le imprese che hanno aderito al progetto.