Fin dall'antichità l'inverno era il momento in cui i piselli secchi tornavano più utili: facili da conservare, buoni e nutrienti. Oggi se ne è riscoperta la versatilità, l'ecologicità e i pregiati valori nutritivi.
I frutti di questo verde baccello, freschi in primavera, si trovano facilmente e in ogni forma, in scatola, surgelati, secchi, bio, in tutti i periodi dell’anno. Ora è il momento di quelli secchi.
I piselli fanno parte della nostra alimentazione da tempo immemore, si pensa già dell’età del rame: erano coltivati per uso alimentare perché poi, conservati secchi, hanno sempre costituito una risorsa molto importante per l’inverno, quando i vegetali freschi scarseggiavano. Solo nel Medioevo si è cominciato ad assaggiarli anche freschi.
Oggi se ne riscoprono modernissime virtù. Secondo alcune recenti ricerche si tratta di uno dei prodotti agricoli più convenienti dal punto di vista ecologico. Uno studio congiunto delle università di Manchester e Cardiff ne evidenzia molti ecovantaggi.
In assoluto sono i legumi con più alto tasso di proteina. Amatissime dai culturisti, i quali, senza saperlo, pagano a peso d’oro la pasta proteica in vendita nei negozi specializzati, che è fatta di proteine di pisello micronizzate.
Sono ricchi di vitamine B1, A e niacina. 100 grammi contengono 193 mg di potassio, 97 mg di fosforo e 45 mg di calcio. 100 grammi secchi forniscono 286 calorie (surgelati 72 cal e freschi 52 cal). Inoltre, sono ricchi di fibre solubili e insolubili, che depurano il nostro organismo assorbendo e facendo espellere i contaminanti, e fanno fare al nostro intestino e al colon utilissimi esercizi ginnici.
Dato che, quindi, sono convenienti anche per l’ambiente, hanno pregevoli qualità nutritive e fanno così bene, evitiamo di comprarli micronizzati, surgelati o cotti con lo zucchero in scatola, e abituiamoci a cuocerli noi, acquistandoli secchi e spezzati da agricoltura biologica (si trovano in comodi pacchettini in molti supermercati).
Non impigriamoci svuotando la solita scatoletta, bensì usiamoli con fantasia in tutte le ricette, classiche e no: risi e bisi veneziano, la crema di piselli francese, la paella spagnola, la cima genovese, l’insalata russa, o sfruttando le capacità agglutinanti della sua purea, in purè e in paté.