
Per la prima volta in USA i cittadini sono stati chiamati a scegliere, a pronunciarsi su un tema caldo come quello degli OGM, che si riverbera su tante altre questioni, la difesa dell'ambiente, la salute, il diritto di scelta, la consapevolezza.
E hanno scelto. Gli americani non vogliono sapere se il cibo che mangiano è geneticamente modificato oppure no. L'Oregon ha respinto l'iniziativa sull'etichettatura degli OGM.
Ieri, il 5 novembre, i votanti hanno bocciato il referendum che avrebbe fatto dell'Oregon il primo Stato a introdurre l'etichetta obbligatoria sugli alimenti transgenici.
Il bombardamento pubblicitario da 5 milioni di dollari delle industrie biotech ha raso al suolo la volontà di sapere. Gli abitanti dell'Oregon hanno votato contro la Measure 27, con oltre il 73% dei voti contro.
La campagna s'incentrava principalmente sulla pretesa che etichettare gli OGM avrebbe avuto come risultato costi più alti per ristoranti, negozi, mense scolastiche. Un altro argomento ben sbandierato dalla Coalition Against the Costly Labelling Law (così si chiama la lobby locale, "Coalizione Contro la Legge delle Costose Etichette"!) è stato che quelli che proponevano la Measure 27 volevano solo spaventare la gente sul cibo che mangiano.
I supporter dell'iniziativa, invece, rimangono determinati: "Io non la considero una sconfitta. Potremmo perdere queste elezioni ma è solo il primo passo di un movimento che dall'Oregon attraverserà l'intera nazione" ha dichiarato la prima firmataria della petizione, Donna Harris.
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