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ESSERE | Eros e sessualità
Chi è metrosexual

Le provocazioni di Alessandro Cecchi Paone e gli autogoal di Antonio Cassano portano all'attenzione una definizione nuova e interessante. C'entrano sensibilità, raffinatezza, gentilezza, attitudine al rispetto e cura di sé. Con dieci domande per capire chi è metrosexual.


La disputa sulla presenza di omosessuali e di metrosexual nella Nazionale italiana di calcio, innescata da un malizioso assist di Alessandro Cecchi Paone verso Antonio Cassano, ha riportato alla ribalta un nuovo termine che tenta di imporsi per definire una categoria di persone, un atteggiamento, una cerchia di appartenenza. L’ampliamento del campo semantico in cui si gioca la partita del sesso come comportamento sociale ha avuto quindi recenti, interessanti sviluppi.

Metro -
Nel termine "metrosexual" il suffisso -sex va a completare il termine metropolitan. Metropolitano. Cioè urbano, moderno. Un fine raccoglitore di tendenze colte al loro nascere, perché solo nel cuore delle metropoli il coacervo di tensioni agglomerate sprigiona nuove direttrici.

- Sexual
Sesso. Da come sei fatto a come ti comporti. Questo interessantissimo ampliamento del significante "sesso" verso una sfera comportamentale si attesta a partire dal francese "sexuel" (1742) e "sexualité" (1838). “Sesso si usa oggi – scriveva il linguista Ivan Klajn nel 1972 - nella nuova accezione di ‘sessualità, vita sessuale’, tipica dell’inglese sex. Essa non si è ancora registrata nei dizionari, ma è diffusa nella lingua di tutti i giorni. Vent’anni fa era ancora sentita come un barbarismo grave, mentre oggi è un anglismo appena avvertibile”. È quindi grazie alla relativamente recente estensione del termine (che ora va a coprire la più ampia dimensione delle attività psicologiche e sociali connesse all’amore) che nuove tematiche possono esser fatte rientrare in questo ambito.

Chi è metrosexual
Nel 2004 Wikipedia aveva accolto il neologismo “metrosexual”, poi cancellato da qualche solerte censore perché ritenuto non abbastanza attestato, diffuso o significativo, e successivamente riaccolto. Anche altre fonti ne hanno tenuto nota, tra cui l'eretico vocabolario urbano Urban Dictionary. Scegliamo la definizione che ne dà dal 2010:

Potresti essere metrosexual se:
1. Non puoi passar davanti a un negozio Banana Republic senza entrare a comprarci qualcosa.
2. Possiedi 20 paia di scarpe, mezza dozzina di occhiali da sole così come di orologi da polso.
3. Vai da un hair stylist, non da un barbiere, perché i barbieri non fanno i colpi di sole.
4. Sai preparare Eggs Benedict per colazione e cucini alla tua lei ricercati risotti per cena.
5. Indossi solo boxer Calvin Klein.
6. Ti radi ...non solo la barba. Usi esfolianti e creme emollienti.
7. Non sarai mai, mai, mai proprietario di un pick-up.
8. Non puoi immaginare un giorno senza i prodotti per i capelli.
9. Preferisci bere vino invece che birra, ma prima ti sinceri della casa vinicola e dell’annata.
10. Nonostante tu sia lusingato (e perfino orgoglioso) che i ragazzi gay ti puntino, purtuttavia pensi con repulsione a un rapporto intimo con un altro uomo.
 
La tecnologia sta consentendo a tutti di avere più tempo libero. Alcuni uomini scelgono di dedicarne quasi quanto le donne al look. Dalla cura del corpo ai vestiti, dall'arredamento alla coltivazione di piantine aromatiche in balcone tra cui magari timo e maggiorana, questo ventaglio di interessi denota comunque sensibilità, attenzione, attitudine a essere rispettosi. Sia per sé, che per le donne, che per gli altri; per la salute, l'alimentazione, l'ambiente.

Gli uomini con gusto raffinato e stile, che sanno parlare di moda, arte e cultura, sono sempre esistiti. Si potrebbero ricordare, per usare parole antiche, il dandy, il bel gagà. Oggi potremmo aggiungervi pennellate glamour, indie, hipster.

E' stato fatto notare che colui che negli Stati Uniti secondo le loro metriche sarebbe un "metrosexual" somiglia in realtà per alcuni versi al maschio europeo mediamente acculturato. In Francia e in Italia però gli uomini possono intendersene di vino, arte o moda senza destare sospetti e anzi spesso sono considerati gradevoli per questo. Qui non si avverte ancora alcuna necessità di etichettare in altro modo tendenze un po' meno "mascoline". Probabilmente in Usa pensano che gli uomini possano essere solo o gorilloni, o omosessuali. 

La metrosessualità oggi è una cerchia immaginaria che ha i suoi metrosex-symbol (James Bond), il suo programma tv ("Queer Eye for the Straight Guy" in cui una task force di esperti fa diventare un americano medio in un perfetto e stiloso metrosexual), la sua satira (il cartoon South Park, stagione 7, episodio 8, in cui tutti i mariti di South Park s’atteggiano a sofisticassimi effemminati, salvo poi causare le ire della comunità gay e l’insoddisfazione delle mogli che, in fondo, li preferiscono rudi e villosi). In questo schema possono riconoscersi Zac Efron, Ryan Seacrest, Dominic Monaghan, Jake Gyllenhaal e per sua stessa ammissione il cantante Tiga. Mike Greenberg, conduttore dello show radiofonico mattutino "Mike and Mike in the Morning" su Espn Radio ha addirittura scritto un libro su di sé, Confessions of a Metrosexual Sportscaster. Il primo metrosexual potrebbe essere stato il campione di football americano Joe Namath, un uomo bellissimo, negli anni Settanta idolatrato dalle donne.

Sta a vedere che i metrosexual, col loro bazzicare le vie della vanità o del romanticismo, magari sono amanti migliori.


13/06/2012



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