
Attività psichica che porta alla luce le elaborazioni profonde dell'inconscio, il sogno sin dall'antichità è stato oggetto di una intensa attività interpretativa, come luogo di premonizioni, profezie, rivelazioni, spesso legate all'esperienza religiosa. L'interesse per il tema del sogno, il bisogno di dargli un significato è documentato addirittura nelle scritture cuneiformi, 1.500 anni prima di Cristo, e tutte le culture vi hanno attribuito un'importanza speciale, spesso legata alla regalità e al potere.
Nella Bibbia i sogni non sono più uno dei tanti elementi della divinazione su cui si interrogava il mondo antico, ma semplicemente uno specchio di speranze e paure. Nel territorio brumoso dell'Ade c'è posto per un Paese dei sogni, figli della Notte, potenza tenebrosa, più antica degli dèi olimpici. Il sogno assume una valenza terapeutica nei santuari greci: il paziente si purifica alle fonti sacre, e aspetta il sonno terapeutico in apposite stanze dette di incubazione. Artemidoro è il primo a organizzare e sistematizzare un repertorio simbolico basato su ben tremila sogni. Il legame tra sogno e salute si prolunga nel Medioevo cristiano, mentre la grande pittura del Rinascimento utilizza con frequenza il sogno nel prediletto ambito simbolico.
A partire da Freud, il sogno si rivela paesaggio interiore e un viaggio verso l'ignoto e il misterioso, uno strumento di rilevazione dell'interiorità che ci introduce a una realtà diversa da quella ordinaria, ma trae i suoi materiali da quella stessa realtà. I sogni dimostrano una potenza destabilizzante, perturbante, che tuttavia ci aiuta a capire meglio noi stessi, e dopo aver alimentato nei secoli letteratura e pittura trovano la loro consacrazione figurativa nelle libere associazioni del Surrealismo.
Nel '900 il linguaggio che descrive il sogno si preoccupa sempre meno di espungere gli elementi incongrui, anzi li accoglie come distintivi, segni di autenticità e originalità. Il sogno diventa un ponte tra cielo e terra, presente e passato, razionale e irrazionale, realtà e illusione, conscio e inconscio.
Oggi il sogno è frequentemente utilizzato...
La Fiera 2005 non si limiterà a riconsiderare la centralità del sogno nelle culture di ogni tempo e paese (ad esempio nell'antico Egitto, in compagnia di una grande egittologa come Edda Bresciani), lo scandaglio psicoanalitico che ha gettato luce nelle profondità dell'inconscio, e le più avanzate ricerche delle neuroscienze. Al centro del cartellone sarà il sogno come tensione progettuale, forte tensione verso obiettivi che il senso comune giudica difficili o impossibili (ma tutta la storia dell'umanità è la storia del superamento di confini che si ritenevano invalicabili).
Al Lingotto riflettori puntati sull'utopia compatibile, su progetti arditi ma realizzabili, sulle sfide e sulle scommesse, in un'epoca che sembra aver rinunciato a pensare in grande.
"Siate realisti, perseguite l'impossibile", prescriveva il motto napoleonico. Attesi dunque a Torino i protagonisti della cultura contemporanea, che racconteranno i loro sogni, realizzati e no, e le sfide che si stanno dando. Nell'elenco degli invitati registi (Ermanno Olmi, Gabriele Salvatores, Paolo Virzì, Davide Ferrario), biologi (Edoardo Boncinelli), matematici (Piergiorgio Odifreddi), fisici (Tullio Regge), astronauti (Franco Malerba), stilisti (Maria Luisa e Beatrice Trussardi), musicisti, architetti, o scrittori-velisti come lo svedese Bjorn Larsson. Si parlerà del sogno dell'energia pulita, e del sogno di una ricerca scientifica degna di un Paese avanzato...
Ernesto Ferrero
direttore editoriale della Fiera del Libro
Immagine: Paul Klee: "Dream city", particolare
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