
Immaginate un microquartiere a dimensione d'uomo grande quanto un borgo tradizionale, un insediamento collettivo ecosostenibile, progettato in modo da facilitare lo sviluppo del rapporto di amicizia e di comunità, e recuperare dimensioni perdute della mutualità, della solidarietà e del vicinato. Un vero e proprio villaggio urbano abitato da 20/40 famiglie e single che, sceltisi, decidono di condividere beni e servizi. Un luogo sano, rispettato e curato, dove è possibile adottare stili di vita orientati alla condivisione e al reciproco aiuto.
Immaginate che le abitazioni di questo microquartiere, costruite con risparmi di costi e benefici di natura ecologica, dove coesistono spazi privati (la propria abitazione) e spazi comuni, godano di servizi condivisi come il micronido, la lavanderia, la palestra, il locale hobby, la serra-orto condominiale, con coltivazioni biologiche e biodinamiche, la cucina per le feste e le cene collettive, la piscina, la biblioteca, l'appartamento per gli ospiti, il laboratorio fai-da-te e, dulcis in fundo, un centro servizi per pagare le bollette.
Bene, tutto questo non è un sogno ma si chiama invece cohousing, e in piccola scala è una nuova concezione derivata dal concetto di Unitè d'Habitation di Le Corbusier. Il cohousing rappresenta oggi l'esperienza quotidiana di migliaia di persone in tutto il mondo che hanno scelto di vivere in una comunità residenziale a servizi garantiti e condivisi.
Il termine cohousing, utilizzato appunto per definire gli insediamenti abitativi composti da abitazioni private, corredate da ampi spazi, coperti e scoperti, destinati all'uso comune, con costi e benefici di natura ecologica, è nato come una risposta contemporanea alla "solitudine sociale", all'emarginazione dell'individuo nel quartiere, al suo desiderio di ridurre la complessità della vita, dello stress e dei costi di gestione delle attività quotidiane. Infatti, da un'analisi condotta negli Usa, risulta che condividendo servizi come il carsharing (co-proprietà e uso comune dell'automobile) e quelli sopra descritti, ogni nucleo abitativo di una comunità cohousing ha un risparmio del 15/20% sul bilancio familiare.
Il cohousing, dunque, è una realtà che va affermandosi anche in Italia e per le sue caratteristiche - equilibrio tra privato e sociale, ambiente sicuro e accogliente per i bambini, stile di vita pratico e spontaneo, comunità inter-generazionale, disegno e costruzione ambientale che dà priorità al pedone e all'uso dello spazio aperto - rappresenta una delle soluzioni più interessanti per le sfide sociali e ambientali di oggi e del futuro prossimo.
Maurizio Torretti
Immagine: Ibsgaarden cohousing project, in Danimarca
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