Ci curiamo, mangiamo, viaggiamo e viviamo tutti i giorni senza sapere che la straordinaria varietà del mondo naturale ci può far star bene, nutrire meglio e risparmiare. ..
Esiste un posto in cui le persone vivono fino a 150 anni. A questa veneranda età i loro capelli sono ancora colorati e i loro denti perfetti. Qual è il loro segreto?
Vilcabamba è un piccolo paese dell'Ecuador dove la gente vive fino ad età a tre cifre. Com'è possibile? Il medico, fotografo e scrittore argentino Ricardo Coler ha voluto cercare la risposta a questa domanda, ed è partito alla volta di questo luogo.
Nel libro racconta che mentre i suoi genitori, a casa, sopravvivono tra le cure di badanti, tra ospedali e visite mediche, arriva in questo posto avvolto da uno strano mistero, dal cosiddetto elisir di lunga vita. Gli ultracentenari di questo paesino a 1500 metri sul livello del mare non sono fermi, seduti su sedie a chiacchierare tra loro con difficoltà, non sono nemmeno costretti a letto, dipendenti da farmaci per continuare a vivere. Tutt'altro: sono in gran forma e, arrivando alle loro dimore, li si trova a lavorare nei campi, indaffarati a strappare le erbacce e a tagliare la canna da zucchero.
Che cosa rende così longevi e attivi gli abitanti di Vilcabamba? Perché proprio qui si vive così e già a qualche chilometro di distanza la situazione cambia? Sarà l'acqua della valle? O la frutta e la verdura senza pesticidi che gli abitanti mangiano? Di certo il loro stile di vita non è quel che si dice esemplare: questi arzillli vecchietti si sbizzarriscono alle feste, ballano, fanno del gran sesso, si dedicano letteralmente ai furori bacchici, assumono il chamico, mangiano cibi salatissimi, fumano... eppure vivono fino a 150 anni senza problemi, in piena attività.
Durante il suo viaggio l'autore ci racconta in prima persona gli incontri con gli abitanti di questo posto così particolare, come Doña Erminia, di 100 anni, sposatasi a 68, che legge senza sosta e senza occhiali. Un libro che sembra di pura invenzione e invece è realtà, che ci invita a riflettere sul significato della malattia, della vecchiaia, ma soprattutto della vita.