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RIFLESSI
Il valore della memoria

Lo scorso 27 gennaio si è svolta in tutto il mondo la "Giornata della Memoria", istituita per commemorare le vittime della Shoah. Il 27 gennaio 1945 è la data della liberazione di Auschwitz e quell'orrore non deve essere dimenticato, anzi deve farci riflettere sulla storia più recente.


E' stato presentato a Berlino uno studio commissionato dal Bundestag secondo cui oggi il 20% dei tedeschi è "antisemita". Questo è solo un esempio. 

Ancora oggi il mondo è segnato da discriminazioni etniche e da terribili crimini che ledono i diritti umani. La Missione delle Nazioni Unite in Kosovo e il Tribunale penale internazionale per i crimini nella ex Jugoslavia sono in possesso di testimonianze di omicidi di prigionieri civili, principalmente serbi. Lo scopo sarebbe stato quello di espiantare organi da vendere sul mercato internazionale dei trapianti. E ricordiamo l'invasione dell'Iraq che ha provocato la morte di 1,4 milioni di iracheni, molti dei quali hanno subito torture e privazioni; la Siria, dove, secondo l'Onu, sono 5 mila le vittime della guerra civile, tra cui molti bambini violentati e torturati; i delegati attualmente presenti in Libia hanno incontrato nelle carceri di Tripoli, Misurata e Gheryan detenuti che presentavano visibili segni di torture. E si potrebbe continuare.

Tutto questo non va scordato con indifferenza e ipocrisia, il rispetto dei diritti umani fondamentali è alla base della democrazia. Esiste una sola umanità. Nel ricordo del male del passato per il bene del futuro, ognuno di noi e ogni istituzione si impegni per il rispetto e la promozione dei diritti dell'uomo di ogni paese, al di là della cultura e religione perché tutti hanno un comune desiderio di dignità, libertà e uguaglianza.
 



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