Ci curiamo, mangiamo, viaggiamo e viviamo tutti i giorni senza sapere che la straordinaria varietà del mondo naturale ci può far star bene, nutrire meglio e risparmiare. ..
Questi procedimenti permettono di liberare e rendere disponibili le virtù, altrimenti nascoste, di sostanze presenti in natura, ottenendo sorprendenti risultati sui malati.
La farmacologia omeopatica non si basa sulla sintesi chimica, ma su una serie di trattamenti grazie ai quali specifiche sostanze naturali acquisiscono proprietà terapeutiche. Grazie alla sperimentazione condotta su numerosi preparati, Hahnemann si rese conto che attraverso diluizioni infinitesimali di una sostanza era possibile mutarne la forza elettromagnetica e ottenere una dose di farmaco tanto piccola da risultare efficace nella cura delle malattie ad esso connesse, senza essere tossica per l'organismo.
La diluizione e dinamizzazione del rimedio omeopatico sono procedimenti indispensabili alla preparazione di un farmaco terapeuticamente efficace.
Il processo di diluizione viene effettuato a partire dalla tintura madre. Quest'ultima si ottiene miscelando la sostanza prescelta, solubile o insolubile (in questo caso verrà prima triturata finemente), con un soluzione idroalcolica costituita dal 90 per cento di alcol puro e il 10 per cento di acqua, proporzioni che in taluni casi possono anche variare. Il composto viene fatto poi riposare per circa due o quattro settimane e sottoposto a torchiatura. La tintura madre, così ottenuta, viene diluita secondo una scala decimale (indicata sul preparato con una D) dove il rapporto è di 1 a 10 o centesimale di 1 a 100 (indicato da una C).
Successivamente si sottopone il composto a una serie di scuotimenti (processo definito succussione), che con una serie di 40-100 scosse "dinamizza" la sostanza, stimolandone il principio dinamico o, per essere più precisi, energizzando le forze farmacodinamiche latenti. In questo modo si finisce per influenzare la struttura elementare della materia.
Normalmente si fa ricorso alle dinamizzazioni basse per la fase acuta delle malattie e nelle lesioni organiche, alle medie dinamizzazioni per regolare gli squilibri funzionali di tipo neurovegetativo, mentre alle alte dinamizzazioni corrisponde l'intervento in caso di disturbi psichici e di riequilibrio costituzionale.