Ci curiamo, mangiamo, viaggiamo e viviamo tutti i giorni senza sapere che la straordinaria varietà del mondo naturale ci può far star bene, nutrire meglio e risparmiare. ..
Le grandi aziende stanno riconoscendo sempre più spesso l'importanza di ridurre le emissioni di CO2 investendo in un modello di sviluppo più sostenibile. Le multinazionali diventeranno davvero eco-friendly? Ecco cosa è stato fatto e quanto ancora bisogna fare.
È stato presentato il rapporto annuale, giunto ormai alla sua ottava edizione, stilato dal Carbon Disclosure Project (CDP), l'ong britannica che monitora l'impatto ambientale delle maggiori aziende del mondo.
Il rapporto, basato sulle risposte a un questionario inviato annualmente dalla CDP, studia le misure adottate dalle aziende per ridurre le emissioni. Al questionario del 2011, commissionato da 551 grandi investitori, ha risposto l’81% delle società intervistate, ossia 404 aziende.
Il rapporto ha rivelato risultati positivi: il 74% delle società sottoposte al questionario ha comunicato chiari obiettivi di riduzione della CO2, nel 2010 era il 64%. Il 45% ha ridotto le emissioni, più del doppio del 19% ottenuto nel 2010.
Questo aumento conferma come le tematiche ambientali siano sempre più al centro delle politiche aziendali, soprattutto grazie ad una crescente consapevolezza degli importanti risultati di bilancio che si possono ottenere adottando un modello di sviluppo sostenibile.
Paul Simpson, chief executive officer del CDP, spiega questa tendenza affermando che ridurre i consumi e strizzare un occhio all'ambiente fa bene anche ai bilanci: "il 59% delle misure di riduzione della CO2 ha un ritorno economico entro tre anni. Tuttavia non è ancora largamente accettato il fatto che investire nella sostenibilità fornisca un rendimento migliore".
Per capire chi si stia davvero impegnando a migliorare i propri standard bisogna considerare due elementi: la quantità e la qualità dei dati messi a disposizione dalle stesse aziende (l'indice di trasparenza) e i margini di miglioramento raggiunti (l'indice di performance). Incrociando i dati il CDP ha creato la classifica delle 29 aziende più impegnate dal punto di vista ecologico.
Le aziende più "sostenibili" sono quelle australiane, tedesche, svizzere, inglesi e italiane. In ritardo, invece, troviamo Canada, Giappone e Stati Uniti. Il nostro paese fa bella figura e la Fiat risulta essere l’unica italiana tra le 23 ammesse in entrambi gli indici.
C'è però ancora molta strada da fare, spiega il direttore Paul Simpson: "il 19% delle grandi aziende non ha risposto al questionario". Tra questi figurano nomi importanti come Amazon e Apple.
L'ambiente non è più prerogativa di ong e onlus, è entrato prepotentemente nei consigli di amministrazione.