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L'acqua di rubinetto bevanda ufficiale di Expo 2015?

La provocazione lanciata in occasione del World Water Forum. Per ridurre sprechi, plastica ed emissioni. L'acqua sinonimo di sostenibilità, per tutti.


Nella giornata mondiale dell'acqua i numeri sono inequivocabili. Ciò che risulta è che il pianeta ha sempre più sete; e il nostro Paese non ne esce certo indenne.
 
Ma c'è un altro record che ci pone in testa a tutte le classifiche. Secondo i dati di consumo forniti dalla Beverage Marketing Corporation, con 6 miliardi di bottiglie di plastica consumate, pari a 196 litri per abitante, l'Italia è prima in Europa e la terza nel mondo dopo Messico e Arabia Saudita per consumo di acqua in bottiglia.

Numeri presentati al World Water Forum di Marsiglia da Roberto Colombo, presidente di Ianomi, società a capitale pubblico, che concentra le proprie attività nella progettazione, l'appalto e la realizzazione degli impianti di trattamento delle acque tre le province di Milano e Monza e Brianza.

“Sia chiaro: non siamo concorrenti delle imprese produttrici di acqua in bottiglia”, ha sottolineato Colombo. “Come aziende idriche pubbliche - ha continuato - vogliamo soltanto che i cittadini abbiano tutti gli elementi per fare una scelta di consumo consapevole e libera da qualsiasi pregiudizio”.

Ed ecco la provocazione: proporre l'acqua di rubinetto come bevanda ufficiale di Expo 2015, proprio a sottolineare il claim dell'esposizione universale che si terrà a Milano, “nutrire il pianeta, energia per la vita”.

Come rendere realizzabile la proposta? Un aiuto lo daranno le 81 case dell'acqua installate nella sola provincia di Milano, capoluogo escluso. Con 2500 litri d’acqua erogati, nel 2011 si è avuto un risparmio di 32.021.000 bottiglie di plastica.

In termini di impatto ambientale si è evitato il trasporto su 3.252 tir, il consumo di 1936 tonnellate di petrolio e di 15.490 metri cubi di acqua, corrispondenti alla produzione di 1.936 tonnellate di CO2 e di 15,6 tonnellate di CO.

Al di là dei numeri, è evidente che sensibilizzazione e alternative valide, possono influire positivamente sui costumi e sulle abitudini dei cittadini più “assetati” d'Europa.



22/03/2012



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