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L'acqua e lo sviluppo

Negli ultimi 60 anni sono stati riportati almeno 40 conflitti tra nazioni confinanti a causa dell’acqua, mentre sono stati firmati oltre 200 accordi di cooperazione internazionale sulle risorse idriche. L'agenzia Onu per l’acqua (Un Water) ha dedicato la Giornata mondiale dell’acqua - il 22 marzo - alla condivisione di questa risorsa come opportunità di sviluppo e cooperazione tra nazioni.


Sviluppare coscienza sull'importanza di questo bene primario, garantirne il libero uso a tutti i cittadini del mondo e rispettarlo attraverso un uso sostenibile per l'ambiente: questi sono gli obiettivi più importanti di questa iniziativa condotta  dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Il 22 marzo, ogni nazione celebra l'acqua con iniziative proprie. In Italia si svolgono campagne, feste, eventi di sensibilizzazione, dalle organizzazioni ambientaliste al corpo forestale dello stato. In tutta Italia, presso 100 sorgenti e nelle più importanti città fluviali ci sono manifestazioni e feste popolari. 

La disponibilità di acqua è strettamente collegata con le possibilità di sviluppo e di benessere di una società e di un ecosistema.

Proprio a causa dell'importanza che ha quest'elemento naturale nascono facilmente pericoli come l'ipersfruttamento delle falde idriche sotterranee o il ricorso a risorse idriche fossili non rinnovabili. Inoltre è importante che i tentativi di privatizzare questo bene prezioso per farlo diventare un business e quindi un fattore di discriminazione sociale ed economico vengano riconosciuti e troncati sul nascere.

Le fonti naturali dell'acqua sono distribuite molto irregolarmente tra i paesi. Nella nostra regione, il 72% della disponibilità si trova nei paesi del nord Mediterraneo, il 23% all'est e soltanto il 5% al sud, dove per questo non è garantita neanche la sicurezza alimentare.

Negli ultimi 25 anni il consumo di acqua è aumentato del 60% , con una forte differenziazione tra i vari paesi che va da un consumo di 100 metri cubi per abitante per anno fino a oltre 1000. L'Italia è in testa in quanto viene fatto un consumo medio di 250 litri al giorno a persona, contro per esempio i 150 litri dei francesi. Ma il 15 % della popolazione italiana non ha ancora un accesso regolare e continuo all'acqua potabile.




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