Ci curiamo, mangiamo, viaggiamo e viviamo tutti i giorni senza sapere che la straordinaria varietà del mondo naturale ci può far star bene, nutrire meglio e risparmiare. ..
Il WWF ha presentato in questi giorni il Living Planet Report e le notizie non sono certo buone.
Sì e vorrei sottolineare che questi sono i risultati che derivano dall'analisi dell'impronta ecologica, che risulta essere un indicatore per difetto. Ad esempio non sono presi in considerazione altri indicatori, come ad esempio la produzione dei rifiuti, in particolare quelli pericolosi.
Cos'è l'impronta ecologica?
L'impronta ecologica cerca di tradurre in numeri quanto noi utilizziamo delle risorse naturali a disposizione, dalla pesca alle foreste, al suolo e lo traduce in ettaro pro-capite. Ecco così che ogni nazione del mondo possiede la propria.
Nel Rapporto si legge che se le cose dovessero continuare così avremmo bisogno di due pianeti? Sì, nel 2050 addirittura tre. È qui che viene la parte più interessante. Nel 2012 infatti si terrà la seconda conferenza di Rio, vent'anni dopo la prima, e la situazione dopo tutto questo tempo, non fa che peggiorare. È questa una gravissima perdita di tempo che non possiamo più permetterci. Stiamo superando i cosiddeti effetti soglia, ovvero la goccia che fa traboccare il vaso. Studi del genere aiutano a capire come è possibile impedire tutto questo.
Ad esempio?
Il segnale più interessante è forse quello che arriva dal mondo economico, da persone cioè non legate al mondo dell'ambientalismo. Oggi infatti si inizia a parlare, anche a fronte della crisi economica, della necessità di cambiare rotta. Un esempio su tutti è il calcolo del prodotto interno lordo, un indicatore che non dice tutta la verità sull'intero ciclo di vita di un prodotto. Non viene infatti calcolato il vero prezzo ecologico del prodotto stesso. Ecco siamo di fronte a un inizio di modificazione di certi meccanismi economici, che in futuro potrebbero tenere conto della natura.
Nel Rapporto si legge che il flusso di azoto sta esplodendo. Cosa significa?
Che c'è in atto una modificazione del ciclo biologico classico. Purtroppo come specie stiamo mobilizzando azoto in misura doppia a quello naturale. Ad esempio utilizzando grosse quantità nei fertilizzanti industriali. In questo senso è stato calcolato come l'intervento umano abbia le caratteristiche di un intervento geologico, quindi un grande sconvolgimento che in natura matura in milioni di anni.
L'Italia quanto impatta sull'ambiente a livello mondiale?
Il nostro Paese ha un impronta molto significativa. Francamente dovremmo ridurla. Ed è inevitabile che sia così. Il vero futuro sarà arrivare a dei negoziati internazionali che calcolino la quota di consumo di natura che ogni umano può e dovrebbe utilizzare, o meglio che ha a disposizione. Non è più accettabile che ci sia una così grossa disparità tra le varie nazioni.