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Ai norvegesi non piace l'olio di palma

La Norvegia ha ridotto il consumo di olio di palma di oltre due terzi nel giro di un anno grazie ad attività di informazione e trasparenza. Un esempio da studiare e imitare nel resto del mondo.


Grazie a un'iniziativa della Rainforest Foundation Norway, un'associazione che sostiene i popoli indigeni nel loro sforzo per proteggere le foreste, il consumo di olio di palma in Norvegia è calato di 9.600 tonnellate nell'ultimo anno rispetto alle 15mila tonnellate consumate nel 2011.

La campagna è stata lanciata per denunciare i costi sociali e ambientali creati dai grandi coltivatori di palma da olio in paesi quali Indonesia e Malesia. Ma l'aspetto che ha colpito di più è stata la facilità con cui questa battaglia ha ottenuto risultati. Alla fondazione è bastato informare i cittadini sul collegamento tra la deforestazione di alcune grandi foreste pluviali e la coltivazione di questo olio vegetale. Dopodiché ha chiesto alle imprese del paese scandivano di rendere pubblica la provenienza dell'olio di palma utilizzato nelle loro attività produttive secondo quanto previsto dalla legge in caso di danni all'ambiente. Il risultato è stato raccolto in una guida.

Oggi le otto maggiori aziende hanno ridotto di circa il 64 per cento il consumo di olio di palma, portando il consumo medio di ogni norvegese da tre chilogrammi a uno. Un caso talmente semplice che sarebbe assurdo non replicare anche nel resto del mondo.


27/07/2012



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