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Eurispes: rapporto Italia 2012

Bene il vento, male il verde. L'istituto di studi sociologici fa il punto sulla situazione italiana su tutti i temi in primo piano della sostenibilità, cambiamento climatico, energie rinnovabili, parchi ed efficienza energetica. Rilevando anche i punti critici.


Cambiamenti climatici: ci costeranno tra lo 0,12 e lo 0,20% del Pil
Il mancato adattamento ai cambiamenti climatici, secondo le previsioni, potrebbe costare nel 2050 al sistema economico italiano una perdita di Pil compresa tra lo 0,12 e lo 0,20%. Dalla desertificazione è prevista una diminuzione di resa agricola che potrebbe arrivare a costare fino a 412,5 milioni di dollari l'anno (per i terreni irrigati). L'innalzamento della temperatura potrebbe costare nel 2030 una diminuzione del turismo straniero sulle nostre Alpi del 21,2%; nel 2080 i danni dei cambiamenti climatici sulle aree costiere della Penisola sarebbero pari a 108 milioni di dollari in assenza di politiche di adattamento (17 milioni con azioni di protezione). Le temperature medie annuali in Italia sono cresciute negli ultimi due secoli di 1,7 gradi, di cui 1,4 gradi negli ultimi 50 anni. I ghiacciai alpini sono diminuiti del 55% a partire dal 1850 (alla fine del secolo si prevede l'estinzione di quelli sotto quota 3.500 metri). Tra i rischi potenziali per il nostro Paese c'è quello relativo all'aumento degli eventi estremi. Quanto al dissesto idrogeologico si contano 13.000 aree a rischio idrogeologico elevato e molto elevato (pari a 29.000 kmq). 
Criticità - Sulla base di queste problematiche appare fondamentale per l'Italia avviare un Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici collegato alla strategia di mitigazione.
 
Energie rinnovabili: 8400 GWH dal vento
In Italia gli impianti eolici si sono diffusi molto, con circa 5.800 MW (Megawatt) installati a fine 2010, cosa che ha fatto balzare il nostro Paese al terzo posto in Europa (dopo Germania e Spagna) e al sesto nel mondo. L'energia elettrica prodotta da fonte eolica nel 2010 è stata di 8.374 GWh (Gigawattora), il 2,6% della domanda complessiva. L'incremento di potenza installata nel corso del 2010 è stato di 948 MW, soprattutto nelle regioni meridionali (Sicilia, Puglia, Campania e Sardegna). In Italia sono installate attualmente 4.852 turbine eoliche (615 nel 2010). Il lieve calo di nuove installazioni nel corso dei primi sei mesi del 2011 (414 MW rispetto ai circa 500 MW degli ultimi anni nello stesso periodo) si spiegherebbe con la revisione del meccanismo degli incentivi. Il fatturato del comparto si è attestato intorno a 1,7 miliardi di euro nel 2010. L'impatto occupazionale è significativo, in particolare nel Meridione: circa 8.200 posti di lavoro, che salgono a più di 28.000 considerando l'intero indotto. Una stima parla di 67.000 unità al 2020 se venisse sfruttato il potenziale eolico di 16.200 MW. 
Criticità - Il costo di investimento delle centrali eoliche in Italia è generalmente più alto che in altri paesi per la posizione collinare o montana degli impianti. Secondo il GSE oggi il costo medio di impianto eolico installato a terra è di 1.740 euro/kW.
 
Efficienza energetica: sempre più comuni cercano risparmi
I comuni che nel 2011 hanno adottato criteri e obiettivi energetico-ambientali sostenibili sono 837 su un totale di 8.092 amministrazioni (oltre il 10% in più rispetto ai 705 del 2010). Il recente rapporto Cresme - spiega l'Eurispes - indica le detrazioni fiscali del 55% come lo strumento più efficace per sostenere il mercato dell'edilizia di qualità (prorogate fino al 31 dicembre 2012 al 55%, dal primo gennaio 2013 al 36%). Il Piano d'azione italiano per l'efficienza energetica 2011 ha previsto un numero totale di interventi complessivamente eseguiti pari a circa 1.000.000 e un investimento complessivo di oltre 11 miliardi di euro, con un valore totale delle detrazioni di circa 6 miliardi di euro nel periodo 2008-2015. Risparmio energetico ottenuto: circa 6.500 GWh/anno. In base ad alcune simulazioni un cittadino che risiede in un appartamento condominiale di circa 100 mq a Roma potrebbe risparmiare, a seguito di un intervento di riqualificazione energetica, circa il 55% dei consumi e delle emissioni di CO2. 
 
Parchi: a rischio per il taglio del bilancio al ministero dell'Ambiente
Il sistema delle aree per la tutela della biodiversità ha permesso di passare dal 3% a quasi l'11% del territorio tutelato del 2011, coinvolgendo piu' di 2.000 comuni. Ogni anno le aree protette italiane attirano circa 37 milioni di visitatori, con un numero di presenze alberghiere che sfiora i 100 milioni. Il giro d'affari supera il miliardo di euro. In Italia esiste una delle maggiori concentrazioni di biodiversità in Europa (oltre 57mila specie animali segnalate, più di un terzo dell'intera fauna europea; 97,8% di invertebrati, i vertebrati il 2,2%).
Criticità - La mancanza di strategie e di politiche ambientali di medio e lungo periodo sta compromettendo la sopravvivenza del sistema delle aree naturali protette. Per esprimere in cifre la situazione economica dell'ambiente in Italia basta considerare che dal 2008 al 2011 il bilancio del ministero dell'Ambiente è passato da una dotazione economica di 1 miliardo e 649 milioni di euro a circa la metà. Inoltre, in base a un'analisi del Wwf Italia sulla Legge di Stabilità è emerso che solo lo 0,7% del totale della manovra (pari a 43.697 milioni di euro) sarà destinato a interventi in campo ambientale, con il rischio di abolire 10 delle 30 aree marine protette e di compromettere la sopravvivenza dei parchi terrestri.


26/01/2012



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