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Compie cento anni la prima foresta pubblica italiana

Nell'alta Valle d'Illasi si celebra un compleanno speciale. Un'operazione antesignana del moderno ecologismo, costata allora 44mila lire e pagata anche all'Austria. Nacque così il demanio forestale italiano.


Si celebra questo sabato il centenario della Foresta di Giazza, tra le province di Verona, Vicenza e Trento, la prima area verde rimboschita e tutelata come bene demaniale in Italia. Fu inaugurata il 10 agosto 1911 alla presenza dell'allora ministro dell'agricoltura del governo Giolitti, Francesco Saverio Nitti, costata anni di lavoro dopo le alluvioni del 1824 e 1882 che avevano devastato la Val d'Illasi, coprendo le campagne di ghiaia e sassi e mettendo in ginocchio un'agricoltura di sussistenza.
 
Fu il comitato forestale di Verona ad acquistare i primi terreni dai privati e dal Comune di Selva di Progno, ponendo le basi per l'area demaniale in cui avviare il progetto pilota di rimboschimento.

La parte trentina era sotto l'Impero asburgico, che acconsentì alla forestazione in virtù di un interesse sovranazionale o, chissà, degli albori di una coscienza ecologista ante litteram.

Furono assoldati centinaia di zappatori dei comuni limitrofi che, a forza di braccia e di gerle in spalla, costruirono terrazzamenti per mettere a dimora, solo fino al 1908, ben 700mila alberelli. Il costo di allora per l'acquisto di piante fu di 44mila lire.
 
Come documentano le foto storiche, quel territorio era completamente glabro, disboscato dalle necessità della popolazione e dall'incuria. Oggi la foresta si estende per 1.900 ettari all'interno del Parco Regionale della Lessinia, di proprietà della Regione. 
 
A cent'anni di distanza, a sottolineare la ricorrenza si terrà un convegno intitolato 'Foresta demaniale di Giazza: 100 anni di vita, 100 anni di storia', ma per l'occasione tutto il territorio fara' festa, con numerose iniziative, inaugurazioni e rievocazioni.




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