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L'ENERGIA RINNOVABILE

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Siamo 11 milioni e andiamo col vento

La Giornata mondiale del vento 2011 è l'occasione per scoprire che, in Italia, le turbine eoliche generano già 10,8 miliardi di kWh di elettricità. E che, nel mondo, il vento basterebbe da solo a spegnere tutte le centrali elettriche e nucleari.


Il 15 giugno è la Giornata mondiale del vento, data centrale di una campagna internazionale a favore dell'energia eolica. Anche in Italia si svolgono divertsi eventi organizzati dall'Anev (l'Associazione Nazionale Energia del Vento) in collaborazione con l'Ewea (European Wind Energy Association) e alla Gwec (Global Wind Energy Association). 

L'appuntamento per tutti è a Villa Borghese, "cuore verde" di Roma. Il parco dei Daini viene ribattezzato per l'occasione "Parco del vento" e rimane aperto tutto il giorno con accesso libero, fino all'indomani, il 16 giugno compreso. In questa cornice si svolgono due convegni: il primo ha per tema "L'eolico, sviluppo e occupazione in Italia al 2020", il secondo "L'eolico: la rinnovabile efficiente, pulita, disponibile". E' poi possibile visitare la mostra fotografica "Buon Vento", con foto e parole di Patrizia Traverso, assistere alla proiezione di uno dei film didattici sull'eolico in programma e imparare con il Lego come funzionano gli impianti. Il 16 giugno è in programma anche la presentazione del libro di Massimo Ragazzo "Le politiche dell'energia e le fonti rinnovabili".


Il vento in Italia Crescita continua da dieci anni
"L'obiettivo principale di questa giornata - spiega il presidente dell'Anev Simone Togni - è informare correttamente sulle energie rinnovabili. L'eolico, considerato la più matura tra queste fonti di energia, copre ormai secondo i dati Terna del 2010 il fabbisogno di 11 milioni di italiani per le utenze domestiche. E ha un potenziale che per il 2025 sfiora i 20mila megawatt".
L'eolico è ormai una realtà importante nel mix energetico italiano, con margini di crescita sempre più ampi. Conta più di 28 mila occupati nel nostro Paese e vede installata una potenza di 6.084 MW, di cui 286,8 allacciati nel 2011. Secondo i dati dell'Anev infatti, l'associazione nazionale che riunisce più di 2 mila tra produttori e operatori dell'energia dal vento, nel 2020 la potenza installata da eolico in Italia potrebbe superare i 16 mila MW.

La classifica delle regioni
Oggi la regione con la massima potenza installata è la Sicilia, con 1.449 MW e 1.245 aerogeneratori. Seguono Puglia (1.291 MW), Campania (915 MW), Calabria (770 MW), Sardegna (673 MW), Molise (372 MW), Basilicata (279 MW) e Abruzzo (225 MW). Per quanto riguarda gli occupati, secondo i dati Uil-Anev la regione che ne conta di più è la Puglia, con 6.290 addetti, di cui 1.625 diretti e 4.665 indiretti. Seguono Campania (4.349), Sicilia (3.795), Sardegna (2.398), Calabria (2.324), Basilicata (1.854), Molise (1.447) e Abruzzo (1.380). In totale, gli occupati nel settore eolico in Italia sono 28.131, di cui 8.205 diretti e 19.924 indiretti. Il potenziale di tutto il settore al 2020, sulla base degli impegni assunti dall'Italia in sede comunitaria, viene stimato dall'Anev in 16.200 MW installati e 67.010 occupati.

Dove soffia più forte
In Italia ci sono alcuni siti statisticamente più ventosi: alcune zone appenniniche, tutta la Puglia, l’estremità Ovest della Sicilia e le coste occidentali della Sardegna; ma è sempre bonaccia invece per l’intera costa tirrenica. Nel nostro Paese oggi ci sono oltre 6.000 MW distribuiti in oltre 340 comuni e grazie a questi impianti, si producono oltre 10,8 miliardi di kWh di energia elettrica, in grado di coprire il fabbisogno di oltre 4,3 milioni di famiglie e di risparmiare in atmosfera oltre 6,4 milioni di tonnellate di CO2.
Due istituti di ricerca italiani, Cnr e Isac, hanno disegnato nel 2005 una “mappa del vento” dell’intera area del Mediterraneo, contenente indicazioni sulla forza del vento, punto per punto, centimetro per centimetro. Il tutto corredato anche di un suggerimento finale. “Traslocare” le turbine verso il mare aperto. Questo perché Stretto di Gibilterra, Bocche di Bonifacio, Sardegna, Sicilia, fino alle isole dell'Egeo si rivelano le zone del Mare nostrum più interessanti per lo sviluppo dell'energia eolica.


Che vento tira in Europa Sempre più vento, sempre meno petrolio
Nel prossimo decennio il 41% della nuova potenza installata nei paesi aderenti alla Ue sarà prodotta con energia eolica, secondo quanto stimato dalla stessa Ue. Questo il dato emerso da una previsione condotta dalla Commissione Europea dal titolo Eu trend energy to 2030 rispetto ai nuovi scenari energetici in ambito europeo. Secondo il documento, 136.000 MW (ovvero il 41%) dei 333.000 MW della nuova potenza elettrica installata nella Ue nel decennio 2011-2020, saranno prodotti da energia eolica. si ridimensionerà notevolmente l’apporto energetico derivato da fonti di altro tipo: 17% per il gas, 12% per il carbone, 4% per il nucleare e 3% per il petrolio. L’impiego di fonti fossili registrerà dunque un forte calo: -21% per carbone e altri combustibili, -17,8% per il gas. 


Che vento tira nel mondo Il 22% dell'energia è eolica entro vent'anni
L’energia del vento coprirà fino al 12% della domanda globale di energia elettrica al 2020 e ben il 22% entro il 2030. Questo secondo il Global Wind Energy Outlook 2010. Il rapporto, pubblicato da Greenpeace e Global Wind Energy Council (Gwec), riconferma tutte le previsioni in merito all'importanza delle energie rinnovabili nel prossimo futuro. Il vento nel mondo: 34 miliardi di tonnellate di CO2 in meno I mille gigawatt di nuova potenza previsti al 2020 comporteranno un risparmio di oltre 1,5 miliardi di tonnellate di CO2 a livello globale ogni anno. Tale riduzione rappresenterà il 50-75% degli obiettivi di riduzione assegnati ai Paesi industrializzati nell’ambito della discussione post–Kyoto. Entro il 2030 saranno 34 i miliardi di tonnellate di CO2 risparmiati grazie ai 2.300 GW di nuovi impianti installati.

3 milioni di posti di lavoro
Oltre ai benefici ambientali, l’energia eolica è ormai divenuta un fattore determinante per la crescita economica, grazie alla creazione di 600 mila nuovi posti di lavoro: entro il 2030 saranno ben 3 milioni le persone direttamente o indirettamente coinvolte professionalmente nell’eolico.

Quanta energia può dare
Secondo il WordlWatch Institute (State of the World 2003) i soli venti di terraferma potrebbero già dare al mondo il quadruplo del suo fabbisogno d'energia. Lo studio Wind Force 12 della European Wind Energy Association conclude che il potenziale dell’eolico off-shore (le turbine collocate in alto mare) è il doppio della domanda d'elettricità mondiale. La School of Engineering and Applied Sciences della Harvard University nel giugno 2009 calcola che una rete di turbine eoliche sulle coste Usa, anche operando ad appena il 20% della capacità genererebbe energia sufficiente a coprire il fabbisogno globale.


15/06/2011



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