Sono trascorsi vent'anni esatti dalla nascita della Convenzione sulla diversità biologica e dodici da quando l'Unep, il Programma ambientale delle Nazioni Unite, ha scelt..
Sono giorni agitati nelle aziende e nelle case di chi si occupa di fotovoltaico e di energie rinnovabili. Aspettando l'incontro del 15 marzo fissato dal Ministero dello Sviluppo Economico per incontrare gli addetti del settore e definire dei provvedimenti al Decreto del 3 marzo scorso, c'è chi già si è arreso al peggio.
La scadenza del 31 maggio per l'allacciamento alla rete dei nuovi impianti ha di fatto congelato i lavori, fermato gli investimenti, tanto che alcune aziende straniere con centinaia di dipendenti minacciano di lasciare il Paese già dal 1 aprile.
Paolo Rocco Viscontini, presidente di Enerpoint e consigliere del GIFI (Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane), lavora con il fotovoltaico da più di dieci anni, quando ancora i tempi non erano maturi e il Conto Energia ancora non esisteva: "Crediamo anche noi sia necessaria una diminuzione degli incentivi, ad onor del vero oggi ancora alti, ma ci aspettavamo un taglio graduale, e ci stavamo lavorando".
Alcune delle motivazioni addotte in questi giorni parlano infatti di uno stop alle rinnovabili dovuto, in quanto troppo onerose per la collettività: "Quando si dice che le rinnovabili gravano troppo sulle tasche dei cittadini - spiega Viscontini - si dice una falsità. Dati alla mano si parla di 20 € all'anno per famiglia, circa 1,7 € al mese per un totale di 3,6 miliardi di Euro l'anno".
Parla di "sensazione di impotenza" di fronte "alla campagna mediatica messa in piedi contro il fotovoltaico". E ricorda che: "alcune associazioni di banche internazionali hanno declassato l'Italia, che risulta essere un Paese considerato non affidabile per gli investimenti".
Economicamente parlando, il fotovoltaico in Italia dà lavoro a circa 100.000 persone con un introito per le casse dello Stato di 3 miliardi di Euro, senza contare la copertura del 3,5 % di energia elettrica del fabbisogno nazionale totale: "Ciò che sta accadendo - racconta l'ingegnere mentre l'atmosfera si fa più calda - è un dramma. Si sta letteralmente ammazzando la green economy, oggi rappresentata per lo più da piccole aziende gestite da professionisti giovani e preparati".
Aziende, associazioni di settore, gruppi di cittadini si stanno organizzando in questi giorni per far sentire la propria voce e per dirla con le parole di Viscontini: "per combattere la battaglia del vecchio contro il nuovo".