
Nella classifica delle trenta nazioni che hanno più investito nelle energie rinnovabili a livello mondiale, l'Italia perde una posizione scendendo al sesto posto, scavalcata dal Regno Unito. L’Union Jack segna dunque un punto a suo favore, in particolare grazie alla revisione governativa della spesa pubblica e la pubblicazione del “National Infrastructure Plan”, entrambi segnali del forte supporto alle rinnovabili e a specifici investimenti nell’eolico offshore.
In virtù di questo cambiamento, gli Stati Uniti (al primo posto nell'indice da novembre
Il resto del mondo non rimane al palo: sul mercato infatti si affacciano nuovi e agguerriti player, soprattutto paesi emergenti come Corea del Sud, Romania, Egitto e Messico.
Sempre secondo il rapporto di Ernst&Young, il Giappone guadagna invece tre punti nell’indice, in particolar modo per il grande potenziale del mercato delle cellule solari, per il quale è prevista una crescita esponenziale fino a quota 487,1 miliardi di Yen (4,3 miliardi di euro): le politiche governative sul clima hanno fatto finora la differenza, basti pensare alla “solar installation subsidy FITs” introdotta nel 2009, che ha favorito lo sviluppo del settore all’interno del mercato nipponico.
Tra gli altri paesi, anche l’India cresce di un punto a seguito della finalizzazione, da parte di sette stati federali, delle normative per il commercio dei certificati energetici e delle bozze preparate da altri nove.
L’Italia non è tuttavia l’unica a perdere posizioni:
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