Sono trascorsi vent'anni esatti dalla nascita della Convenzione sulla diversità biologica e dodici da quando l'Unep, il Programma ambientale delle Nazioni Unite, ha scelt..
Si festeggia il Global Wind Day in 40 paesi al mondo, indetto dalle associazioni di produttori di tutto il mondo. Decine di manifestazioni pubbliche in Italia: ben 22 nella sola città di Roma, le altre dalla Campania alla Lombardia fino a Campione del Garda.
L'Italia festeggia il Global Wind Day, la Giornata Mondiale del Vento, e ne ha ben donde. L'energia prodotta con il vento è in crescita forte e continua. In dieci anni, dal 1999 al 2009, la capacità degli impianti eolici italiani è aumentata di venti volte, da 282,55 MW a 4844,80 MW; l'Europa stima di arrivare a una produzione complessiva, entro il 2020, di 230 GW, cui l'Italia contribuirà per 11,8 GW.
Sostenuta dall'Associazione Europea dell'Energia Eolica e dal Consiglio Globale dell'Energia Eolica, la giornata serve a far conoscere una tecnologia che può permettere di produrre energia elettrica in modo pulito, cercando di convincere governi (e governatori) ad accelerare la costruzione di impianti eolici.
In tutto il mondo sono previsti circa 300 eventi, mostre, convegni, workshop, manifestazioni sportive e teatrali e l'apertura delle centrali per le visite del pubblico.
Secondo l'Associazione Europea dell'Energia Eolica il nostro paese è tra i più promettenti per lo sviluppo dell'energia dal vento: l'Italia si posiziona infatti al terzo posto nella classifica degli Stati stilata in base alla capacità installata l'anno scorso. A guidare la classifica c'è la Spagna, con l'installazione di impianti per 2459 MW; in seconda posizione c'è la Germania (1917 MW) e in terza appunto l'Italia con 1.114 MW.
A frenare lo sviluppo in Italia ci sono:
- fattori burocratici: occorrono tre o quattro anni per ottenere il permesso alla costruzione di una centrale eolica; - tecnici: la nostra rete elettrica in certe condizioni non è in grado di assorbire tutta l'energia prodotta e costringe allo spegnimento temporaneo dei generatori - politici: c'è la minaccia di un decreto, in corso di elaborazione, che potrebbe creare grossi problemi alla costruzione di nuovi impianti. Il decreto prevederebbe infatti il blocco dell'acquisto dei Certificati Verdi (ossia quei titoli negoziabili che corrispondono a un certo quantitativo di anidride carbonica, che ottiene chi produce energia emettendo meno CO2 rispetto alle centrali alimentate da fonti fossili e può rivendere a chi invece non rispetta i limiti sulle emissioni) da parte del Gestore dei Servizi Energetici, creando seri problemi al sostegno delle fonti di energia rinnovabile - di governo del territorio: alcune regioni frappongono valutazioni estetiche alla realizzazione di parchi eolici in terreni agricoli o su dorsali collinari.
In Europa la regione più favorita dal vento è la Scozia, dove centinaia di migliaia di abitazioni sono rifornite dall’abbondante ed economica energia di migliaia di pale eoliche collocate in zone strategiche. Ma anche Irlanda, Spagna e Portogallo ne hanno… a palate. L’Europa installerà il 40% degli impianti a energia eolica nei prossimi anni, e già al giorno d’oggi 13 dei 20 mercati del vento più grandi al mondo si trovano nel vecchio continente.
Scozia Ed eccoci sulle coste scozzesi, a 70 km a nord di Edinburgo: siamo a Stirling, dove sarà presto inaugurato l’impianto eolico di Braes of Doune che farà balzare l'Inghilterra al settimo posto mondiale tra i paesi produttori d'energia dal vento, tagliando il traguardo dei 2 gigawatt d'energia eolica. Secondo la BWEA, l'Associazione Britannica Energia dal Vento, la capacità produttiva d'energia in Scozia è triplicata in 4 anni. Il capo di quest’organizzazione, Maria McCaffery, descrisse il taglio del nastro con queste parole: "Un vertiginoso passo verso il miglior impiego delle nostre abbondanti forze naturali per una produzione d'energia pulita e sostenibile. Un passo essenziale sia per la lotta al cambiamento del clima, che per la sicurezza dell’approvvigionamento". 2 gigawatt bastano a dare energia a 1,1 milioni di case. Praticamente, mezza Scozia con energia sicura, pulita e - elemento ragguardevole per gli scozzesi – molto, molto economica.
Germania
E' una delle due nazioni (con la Spagna) più avanzate nel settore, entrambe stimano di aumentare lo sfruttamento dell’energia eolica ogni anno da ora al 2012. Le compagnie più importanti nel settore di questi due paesi, l’Endesa e la Iberdrola per la Spagna e la RWE e la E.ON per la Germania, guardano all’est Europa e soprattutto alla Polonia per la costruzione di impianti eolici.
Spagna In Spagna il vento è già riuscito a fornire più della metà dell'elettricità richiesta da tutta la nazione. L'Asociación Empresarial Eólica, l'Associazione spagnola per l'Energia Eolica, ha di che festeggiare: per alcune ore più della metà dell'elettricità in tutta la nazione proveniva dal vento. "È un risultato che ci riempie di orgoglio" ha commentato nel 2009 in un'intervista a El Pais il presidente di Réd Electrica, gestore della rete elettrica spagnola, pur ammettendo che le condizioni in cui è stato registrato il record erano particolari. Infatti l'energia eolica è stata in grado di fornire il 50% del fabbisogno (con un picco del 53%) in un orario particolare: tra le 3.30 e le 8.40 di domenica 8 novembre 2009. Per diversi giorni al mese l'eolico diviene la fonte principale di energia per la Spagna, sopravanzando il gas naturale e l'energia nucleare.
Arriva la prima mappa dell’eolico nazionale contenente, regione per regione, tutti gli impianti presenti sul territorio italiano.
La cartina, ricca di informazioni, notizie, indicazioni e dati, nasce nell’ambito delle iniziative realizzate in occasione della Giornata nazionale del vento dall’Anev (Associazione nazionale energia del vento) per promuovere una corretta informazione sull’eolico. Nella mappa sono indicati l’operatore titolare dell’impianto, potenza, numero di aerogeneratori e collocazione geografica sulla carta del nostro paese, con anche le linee elettriche. La cartina offre inoltre, anche al non addetto ai lavori, l’esatta rappresentazione di un settore cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni: con oltre 5mila MW installati e 25mila posti di lavori diretti e indiretti, il vento è una fonte preziosa non solo di energia pulita, ma anche di ricchezza e occupazione.