Sono trascorsi vent'anni esatti dalla nascita della Convenzione sulla diversità biologica e dodici da quando l'Unep, il Programma ambientale delle Nazioni Unite, ha scelt..
Servono un miliardo di dollari e trent'anni per ripulire l'area del delta del Niger compromessa da mezzo secolo di esplorazioni e trivellazioni petrolifere. È la conclusione a cui è arrivato il rapporto dell'Unep.
La regione più colpita è quella di Ogoniland, in Nigeria. Dopo 14 mesi di raccolta dati e ricerca in oltre 200 località, gli osservatori dell'ONU hanno stabilito che le perdite di greggio sono la causa principale della contaminazione dell'acqua bevuta dalla popolazione locale. Nei pozzi è stata riscontrata addirittura una quantità di benzene fino a 900 volte superiore rispetto al limite raccomandato dall'Organizzazione mondiale della Sanità.
"L'industria petrolifera è un settore chiave dell'economia nigeriana da oltre 50 anni, ma molti nigeriani hanno pagato un prezzo alto, come dimostra questa valutazione", ha dichiarato Achim Steiner, direttore esecutivo del Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente.
Il rapporto è stato presentato direttamente al presidente nigeriano Goodluck Jonathan. Ora la scommessa è riuscire a trovare i fondi necessari (un miliardo di dollari) per bonificare l'intera zona e uno dei finanziatori principali sembra dovrà essere la compagnia petrolifera Shellcheper molti anni è stata la più attiva sul delta del Niger.
Le infrastrutture della multinazionale olandese sono state valutate come "inadeguate" dal rapporto e hanno causato notevoli problemi alla sicurezza e alla salute delle dieci comunità Ogoni che vivono grazie ai frutti del principale fiume dell'Africa occidentale. Il tempo stimato per il ritorno alla normalità è di 25-30 anni.