Sono trascorsi vent'anni esatti dalla nascita della Convenzione sulla diversità biologica e dodici da quando l'Unep, il Programma ambientale delle Nazioni Unite, ha scelt..
Il Consiglio dei ministri dà il via libera a un decreto sulle energie rinnovabili rimandando a un successivo provvedimento la rimodulazione di soglie e incentivi a scalare. Fino a maggio 2011 rimarranno in vigore le attuali disposizioni. Permane l'incertezza.
"Occasione sprecata. Quello che lascia basiti è il metodo" "Sebbene il nuovo decreto rinnovabili abbia recepito parte delle istanze avanzate dai produttori, l’impressione generale è che le grandi aspettative riposte dagli operatori siano state disattese. Quello che più lascia basiti è il metodo utilizzato: per i principali punti chiave del “sistema rinnovabili” – in primis la definizione del valore degli incentivi - si rimanda infatti a future disposizioni attuative, introducendo così non una norma, non stabilità e chiarezza, bensì ulteriori elementi di incertezza". - nota stampa Aper, Associazione Produttori Energia da fonti Rinnovabili, 3/3/2011, 17:00
"Una scatola vuota?" "Non ci fidiamo e aspettiamo a cantar vittoria perché ancora manca il provvedimento che dovrà rimodulare le soglie e gli incentivi dando certezza agli operatori del settore e alle pubbliche amministrazioni. Non vorremmo che questo provvedimento fosse la solita scatola vuota. Tutti i soldi destinati al nucleare inutile dovrebbero invece essere spesi per le rinnovabili, fermo restando le tutele paesaggistiche e il rispetto delle linee guida sull'impatto ambientale e degli impianti".
"Si è tentata un'operazione volta a bloccare indistintamente le rinnovabili" "E' urgente che il ministro Romani torni in Parlamento a illustrare il testo definitivo. Sul presupposto, infatti, di due princìpi assolutamente condivisibili quali la necessità di una sensibile riduzione degli incentivi pubblici agli impianti e di una più ferma battaglia a speculazioni e imbrogli, si è tentata una operazione politica volta a bloccare indistintamente le rinnovabili. E’ divenuta palese nei giorni scorsi la sudditanza del governo a forti lobby industriali del settore energetico". - Sen. Salvatore Tomaselli, PD, 3/3/2011, 16:30
"Dubbi sulla costituzionalità del decreto" "Un risultato persino peggiore di quello ventilato negli ultimi giorni. Non è stato tenuto conto delle esigenze di settore. Tenere gli incentivi del Conto Energia solo fino al 31 maggio senza un periodo 'cuscinetto' compromette da subito gli investimenti in corso, perché determina il congelamento immediato dei finanziamenti bancari, di fatto fermando i cantieri degli impianti in costruzione. Riguardo alla costituzionalità del decreto, Assosolare valuterà le azioni più opportune nell'immediato, soprattutto con riguardo ai profili di eccesso di delega per violazione dei principi, criteri e termini dettati dalla Legge Delega. Non dovrebbe poi essere sottovalutato che le agenzie di rating potrebbero considerare se ritenere questa decisione come indicatore della valutazione del rischio Paese, con le possibili conseguenze del caso".
- Assosolare, 3/3/2011, 16:15
"Incomprensibile la fretta di Romani" ''Si resta veramente perplessi nel constatare che l'attuale governo, lento e affaticato su tutti gli argomenti più scottanti, spinga sull'acceleratore e si attivi a colpi di accetta per colpire un settore oggi strategico come quello delle energie rinnovabili. Se è ampiamente condivisibile una riflessione sull'effetto del sistema incentivante e sulla necessità di una graduale rivisitazione di tale sistema, non si comprende, se non con retropensieri che non ci appartengono, il perché di questa presa di posizione del ministro Romani che non riesce o non vuole aprire una riflessione condivisa e strategica. Gli allarmanti dati sull'occupazione giovanile prodotti oggi dall'Istat dovrebbero far convergere sulla necessità di individuare strade nuove per il mondo del lavoro, e la green economy, secondo unanime condivisione di tutti gli analisti, è sicuramente una di queste strade. Questo atteggiamento shock da bombardamento improvviso su un settore, che in tempi di crisi risulta dinamico ed effervescente, è errato e superbo". - Roberto Menia, coordinatore nazionale di Fli, già sottosegretario all'Ambiente, 3/3/2011, 16:00 "Era la meta di una campagna di disinformazione"
"Nelle ultime settimane abbiamo letto che le rinnovabili ci costano 5,3 miliardi, e non quanto ci costano oggi le altre fonti, dal petrolio libico al nucleare. Che lo sviluppo delle rinnovabili costa 1,7 euro a famiglia al mese, omettendo che possono far guadagnare al sistema Italia 110 miliardi di euro e creare 210mila nuovi posti di lavoro. Mentre in tutto il mondo si formano joint-venture milionarie per lo sviluppo di tecnologie e centrali avveniristiche come quelle di Carlo Rubbia, in Italia continuiamo a parlare di ingiustizia degli incentivi allo sviluppo del fotovoltaico, di costi spropositati, di distorsione del mercato, di bolla speculativa. Un'escalation di titoli parziali e fuorvianti che potrebbe essere collegabile a una campagna di disinformazione ragionata, tesa a preparare il terreno proprio a questo decreto". - Marco Roveda, fondatore LifeGate, 3/3/2011, 16:00
"Ma le mobilitazioni e la Ue impediranno che si fermi lo sviluppo delle fonti pulite in Italia" "Neanche la mobilitazione di questi giorni di cittadini e aziende, associazioni ambientaliste e di settore, parlamentari di entrambi gli schieramenti, è riuscita a fermare un decreto che avrà effetti gravi e dannosi sulle rinnovabili in Italia. Per il solare fotovoltaico, imprenditori e cittadini sono lasciati nella più totale incertezza. Solo chi ha già i cantieri aperti e finirà entro maggio avrà sicurezza sugli incentivi". - Edoardo Zanchini, responsabile energia e infrastrutture di Legambiente, 3/3/2011, 15:00
"Più certezza e stabilità a un settore che non deve diventare una bolla speculativa".
"Oggi è stato avviato un meccanismo virtuoso che consente la moralizzazione del settore. Scateneremo Carabinieri e Corpo Forestale sul territorio contro coloro che hanno truffato realizzando pannelli di cartone argentato o non hanno allacciato gli impianti alla rete. Il capitolo incentivi è stato rinviato a un successivo provvedimento interministeriale, che prevede anche il confronto con le categorie, dove di ridefinisce la situazione incentivi e si fissano nuovi obiettivi".
- Stefania Prestigiacomo, ministro per l'Ambiente, 3/3/2010, 13:30
"Come dare a Dracula l'associazione donatori di sangue"
"Di fatto se ne occuperà Romani. E delegare a lui la riforma del fotovoltaico è come affidare a Dracula la riforma dell'associazione donatori di sangue. Dando per scontato che quella del tetto a 8 mila MW era una provocazione per alzare la posta, quella proposta paradossalmente era quasi meglio visto che a giugno saremo ancora lontani da quell'obiettivo e nel frattempo, non avendo certezze sul futuro, si fermeranno tutti gli investimenti".
- Francesco Ferrante, responsabile delle politiche relative ai cambiamenti climatici del Pd, 3/3/2011, 10:30
"La situazione non è ancora chiara"
"Siamo di fronte ad un importante passo indietro rispetto al colpo mortale che il governo stava per sferrare alle fonti rinnovabili. Ora è prioritario dare subito regole certe per far proseguire positivamente l'Italia nelle rinnovabili, un settore strategico per il futuro del nostro paese e che va migliorato per essere più trasparente, eliminando abusi e sprechi, con procedure semplificate e con contributi decrescenti in modo da favorire le tecnologie più innovative e sostenere il pieno ingresso nel mercato".
- Ermete Realacci, 3/3/2011, 10:30
"La riduzione degli incentivi va concordata" "La crescita delle rinnovabili deve continuare concordando una ragionevole riduzione degli incentivi e rafforzando la diffusione di un tessuto di imprese 'verdi'". - Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club, 2/3/2011, 16:20
"Invece, si potrebbero fermare i regali alle acciaierie di circa 120 milioni all'anno"
"La scure dei tagli colpirebbe le fonti energetiche pulite che l'Italia si è impegnata a sostenere rischiando, in caso di inadempienza, pesanti sanzioni. L'industria dell'eolico e del fotovoltaico impiega in Italia 42.000 addetti e centinaia di migliaia nell'indotto, 100.000 solo nel fotovoltaico: oggi queste famiglie rischiano la disoccupazione o una brusca diminuzione del reddito. Sul prezzo dell'elettricità casalinga gravano costi poco noti che potrebbero essere tagliati, come per esempio quelli del servizio di interrompibilità. In cambio della disponibilità all'interruzione in caso di picco, gli industriali dell'acciaio incassano 120 milioni di euro l'anno".
- Massimo Sapienza, presidente Asso energie future, 1/3/2011, 18:00
"Salviamo le rinnovabili e puntiamo almeno a 20.000 megawatt al 2020"
"Sarebbe un gravissimo errore bloccare l'industria del solare e delle rinnovabili. Il governo deve avere coraggio e porre un obiettivo ambizioso prevedendo una graduale riduzione degli incentivi ma offrendo certezze alle imprese. Ma l'Italia deve assumere la leadership europea e mediterranea diventando anche produttore ed esportatore di tecnologia". - Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della fondazione Univerde e ministro dell'Ambiente al varo del primo Conto Energia, 28/2/2011, 18:26
"L'Italia sta per spegnere il 'suo' sole"
"Il decreto legislativo ‘blocca-solare’ proposto dal dicastero dell’economia, che vuole porre un ‘tetto’ al fotovoltaico e bloccarne gli incentivi, fa’ andare l’Italia in controtendenza rispetto al mondo intero: così spegneremo il ‘nostro’ sole e tutta l’economia, ancora giovane, che ruota intorno alle rinnovabili. Una mossa in controtendenza rispetto al mondo intero che ormai punta sulla green-economy con grande sviluppo delle fonti rinnovabili di energia, ma soprattutto rispetto alla politica energetica indicata dall’Unione Europea che si è posta l’obiettivo di almeno il 20% al 2020 di copertura da fonti rinnovabili dei consumi di energia, un obiettivo sostenibile solo con il concorso di tutti i paesi".
- Stefano Leoni, Presidente del WWF Italia, alla conferenza stampa delle aziende delle energie rinnovabili e associazioni ambientaliste di fronte al Ministero dello Sviluppo Economico, 28/2/2011
"Il governo getta la maschera"
"Il governo getta la maschera con un attacco senza precedenti alle fonti rinnovabili. Con la proposta di Decreto legislativo che verrà presentata domani dal Ministro Romani si vogliono fermare l’eolico, il solare, e le biomasse in Italia per dare spazio al nucleare".
- Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente, 28/2/2011
"Ormai è chiaro, si vuole cancellare il settore"
"Ormai è chiaro. Il governo Berlusconi ha deciso di cancellare il settore delle energie rinnovabili e del fotovoltaico per favorire gli affari delle lobbies del nucleare. Con il decreto legislativo che il ministro Romani presenterà al pre Consiglio dei ministri di domani si rischia di mettere la pietra tombale su un settore, quello della green economy e delle rinnovabili, fondamentale per il futuro del paese, mettendo a rischio più di 120 mila occupati ed investimenti già effettuati per oltre 8 miliardi di euro. Con il piano del governo sul nucleare non solo ci saranno enormi problemi per l'ambiente e per la sicurezza e per l'ambiente ma si avrà un aumento della bolletta per i cittadini del 18%".