
L'episodio Il 4 ottobre scorso, un bacino di scarico incrinato nell'impianto di Ajka, a
La Commissione Ue vuole fare chiarezza sulla vicenda e, per questo, ha stabilito che la costruzione della fabbrica di bauxite-alluminio all'origine del disastro non avrebbe mai dovuto essere autorizzata: non si esclude pertanto l'apertura di una procedura d'infrazione.
"La classificazione del sito è stata fatta in modo erroneo e l'autorizzazione a costruire l'impianto non avrebbe mai dovuto essere concessa perchè la zona è a rischio", ha detto il portavoce della Commissione incaricato dell'ambiente, Jo Hennon.
La direttiva europea del 2008, denominata IPPC, impone regole per l'autorizzazione a impiantare attività industriali e agricole a forte potenziali inquinante, in particolare in termini di emissione di scarti inquinanti.
L'obiettivo è evitare o ridurre al minimo le emissioni inquinanti nell'atmosfera, nell'acqua e nel suolo oltre che i rifiuti prodotti da impianti industriali o agricoli, in quanto "I fanghi sono molto corrosivi e continueranno ad avere un impatto sui suoli e sui corsi d'acqua" ha concluso Hennon.
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