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LifeGate sulla Rainbow Warrior

La Rainbow Warrior, la nave ammiraglia della flotta di Greenpeace, in questi giorni sta solcando il Mediterraneo per dire "No al nucleare". Ci siamo anche noi di LifeGate! Ecco il diario di bordo del nostro inviato, Emiliano Angelelli. Seguiteci ogni giorno...


Quarto giorno

Eccoci qua, finalmente siamo giunti a destinazione. Dopo quattro giorni di navigazione, a tratti molto dura, siamo sbarcati a Genova, con ben 12 ore di anticipo sulla tabella di marcia. La Rainbow Warrior si riposa ora un paio di giorni nel porto del capoluogo ligure in attesa di ripartire lunedì in direzione Napoli e completare così questo tour nel Mediterraneo. Chiudo questo diario raccontandovi un episodio che personalmente ho trovato molto divertente. Stamattina, appena attraccati, sono sceso a terra per fare un giro nelle vie intorno al porto e ho constatato quello di cui tutti mi avevano parlato, ma a cui non volevo credere. Ebbene sì, dopo il mal di mare dei primi giorni ho sperimentato anche il mal di terra. Una sensazione di instabilità e vertigini che di solito si prova dopo essere stati per lungo tempo in nave. Per questo mi sono rifugiato di nuovo nella Rainbow Warrior in attesa di scendere definitivamente solo domani. Per concludere vi ricordo che domani e domenica la nave di Greenpeace sarà aperta al pubblico dalle 10 alle 19. Lo stesso accadrà a Napoli la settimana prossima. Un'occasione da non perdere assolutamente, visto che presto l'ammiraglia sarà messa a riposo e sostituita dalla nuova Rainbow Warrior 3.

Terzo giorno

Terzo giorno di mare e le cose vanno sempre meglio. Non riesco a capire quanto dipenda dal minore ondeggiamento della nave o dalla capacità del mio corpo di adattarsi ad esso, sta di fatto che con il mal di mare che viene meno la vita sulla Rainbow Warrior diventa più godibile. Mettici pure che fuori c'è il sole che splende e il gioco è fatto. Oggi è giornata di manovre in mare, il cosiddetto "boat training", con l'equipaggio che si allena a calarsi in acqua sui gommoni, tentando poi rapide risalite. Va avanti tutto il pomeriggio e proseguirà anche nella notte nella versione by night, con la luce
delle stelle che rende tutto più affascinante. Sulla nave si mangia a orari nordici. La cena è alle sei, ma stasera
c'è un cuoco speciale. Tommaso Zanello aka "Piotta" decide di cimentarsi in un'amatriciana, per far assaggiare la vera cucina romana ai membri internazionali dell'equipaggio. La riuscita è ottima, anche se vi dovete fidare dei commenti degli altri perché io da buon vegetariano ne ho sentito solo l'odore.

 
Secondo giorno

Abbiamo appena passato Livorno, le Alpi Apuane svettano innevate di fronte a noi, il mare si è calmato e la Rainbow Warrior oggi si muove un po' di meno sulle onde.  Il capitano ci riunisce tutti nella cabina di comando alle quattro del pomeriggio: è tempo di regole generali e norme per la sicurezza. La nave, per loro, è una casa 365 giorni l'anno. Gli ospiti sono i benvenuti, ma si devono attenere al codice interno. La vita di bordo è fatta di condivisione, dalle pulizie, all'uso delle cabine e alle eventuali situazioni di pericolo, e per far sì che tutto ciò funzioni ci vuole organizzazione. Lo spazio è piccolo, c'è posto per poco più di 30 persone, e bisogna fare molta attenzione a non intralciare il lavoro altrui. Degli artisti che si sono esibiti ieri è rimasto a bordo solo Tommaso "Piotta" che fa l'inviato per Repubblica. Siamo nel bel mezzo del Santuario dei cetacei, domani magari ci sarà anche la possibilità di avvistare delfini, stenelle e capodogli che in queste acque scorrazzano liberi in grandi quantità.

Primo giorno

Il mare è in condizioni veramente sfavorevoli. La Rainbow Warrior sta rientrando da Montalto dove si è tenuto il blitz degli attivisti e il live di "No al nucleare". L'imbarco con il gommone Porto Ercole è la parte più entusiasmante, la piccola imbarcazione vola letteralmente sulle onde, schizzando acqua a destra e sinistra. Siamo vestiti come fossimo astronauti arancioni con le tute impermeabili di Greenpeace che ci proteggono. Il passaggio dal gommone alla nave è la parte più difficile, bisogna prendere l'onda giusta e con un salto tuffarsi tra le braccia di uno dei membri dell'equipaggio. E' una prima giornata a bordo difficile, sembra di essere sulle montagne russe. Per fortuna c'è Leslie, il medico di bordo, una gentile neozelandese dagli occhi azzurri che mi dà consigli su come affrontare il mal di mare. Per dire no al nucleare ci vuole coraggio, ma ne vale profondamente la pena.




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