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In fumo i piani nucleari. Le reazioni

Si dovrebbe andare al voto sul nucleare, abbiamo sempre scritto su LifeGate.it, il 12 e 13 giugno. Si "dovrebbe". Perché il condizionale? Secondo il diritto costituzionale un referendum abrogativo già indetto può non tenersi per due motivi. O cade il governo, per cui il referendum si sposta. O si modifica la legge bersaglio del referendum, per cui non si fa più.


Secondo quanto pare ormai sicuro, il governo presenta un emendamento al decreto omnibus che abroga le norme sulla realizzazione di centrali nucleari in Italia (al voto in Senato mercoledì 20 aprile), superando l'ipotesi di una semplice moratoria. E rendendo inutile la celebrazione del referendum sul nucleare. La mossa ha inizialmente sollevato la diffidenza dell'opposizione. Il parlamento chiederà comunque che il governo riferisca sulla politica energetica.
 
Secondo una nota di Palazzo Chigi, "con l'emendamento viene affidato al Consiglio dei Ministri la definizione di una nuova Strategia energetica nazionale. La Strategia terrà conto delle indicazioni stabilite dall'Ue e dai competenti organismi internazionali; e, prima di essere approvata definitivamente dal Consiglio dei Ministri, sarà sottoposta all'esame della conferenza Stato-Regioni e delle competenti Commissioni parlamentari".

Le reazioni

 
"La tragedia di Fukushima impone una riflessione economica e non solo. Ora, è ipotizzabile il ricorso agli Eurobond per finanziare le fonti rinnovabili e la ricerca di energie alternative"
Giulio Tremonti, ministro dell'Economia, all'Europarlamento
 
"Il governo con ogni evidenza scappa dalle sue stesse decisioni. Credo che questa sia in ogni caso una vittoria nostra, di chi ben prima del Giappone ha messo in luce l'assurdità del piano nucleare così come l'aveva concepito il governo. Ora, bisogna uscire dall'ambiguità"
Pier Luigi Bersani, segretario del PD

"La ricerca sul nucleare procede in modo indipendente dalle scelte del Paese. Il nucleare è un ambito che va studiato e approfondito, anche perché siamo comunque circondati da centrali di altri Paesi".
Stefania Prestigiacomo, ministro dell'Ambiente
 
"Niente truffe, si abroghi la legge e basta. Se il governo avesse deciso di rinunciare al nucleare non potremmo che essere felici. Invece con questo emendamento si dice soltanto che si posticipa l'individuazione delle località in cui realizzare le centrali. Non giochiamo a fare i furbi. È evidente che l'esecutivo ha capito che la partita referendaria è persa e la vuole far finire prima del tempo. L'esecutivo tenta in realtà di disinnescare la mina dei referendum, perché si teme che il referendum sul nucleare trascini con sé anche quello, ben più temuto dal premier, sul legittimo impedimento"
Antonio Di Pietro, Idv

"Le catastrofi nucleari di Cernobyl e Fukushima ci hanno brutalmente aperto gli occhi sui rischi legali all'energia atomica"
Micheline Calmy-Rey, presidente della Confederazione Svizzera 

"La strategia è perfettamente in linea con quelle di grandi Paesi come Germania, Stati Uniti, Giappone, Russia che, alla luce del disastro di Fukushima, stanno riprogrammando le proprie strategie. Scelte così importanti per il nostro futuro non possono essere fatte sulla base di ondate emotive o di strumentalizzazioni politiche. Bisogna invece procedere sulla base di linee razionali, forti e condivise anche a livello comunitario. Per questo è adesso importante andare avanti e guardare al futuro, impiegando le migliori tecnologie disponibili sul mercato per la produzione di energia pulita".
Paolo Romani, ministro dello Sviluppo Economico 

"Il Governo vigliaccamente toglie la parola agli elettori sul referendum".
Roberto Della Seta, Francesco Ferrante - senatori Pd, responsabili aree ambiente e energia

"Oggi l'Italia esce dal nucleare e siamo orgogliosi che ciò avvenga sul recepimento di un nostro emendamento. E c'è qualcuno nel governo che sarà contento di tirarsi fuori da questo pasticcio".
Francesco Rutelli, leader di Api

"Il disastro a Fukushima ha denudato la propaganda nucleare, ma chi è sempre stato contrario al ritorno al nucleare sa bene che si tratta di una scelta vecchia, sbagliata, impopolare e antieconomica per l'Italia".
Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd

"Troppa improvvisazione, che non fa bene all'economia, allo sviluppo, all'occupazione. Ma ora, nel piano straordinario dell'efficienza energetica presentato da Confindustria, gli effetti delle misure previste produrrebbero da qui al 2020 sul sistema Paese un aumento di produzione pari a 238 miliardi di euro e un aumento occupazionale di 1.600.00 posti di lavoro in dieci anni. L'impatto complessivo sul sistema Paese sarebbe di oltre 14 mld di euro. Noi condividiamo queste indicazioni siamo pronti al confronto perché l'Italia ha bisogno di una nuova politica energetica"
Antonio Filippi, responsabile energia della Cgil nazionale

"Credo sia urgente fare quanto prima il punto sulla politica energetica del governo e della maggioranza. La decisione di dare uno stop (che sembra essere definitivo) alla realizzazione di centrali nucleari nel nostro paese e le voci sempre piu' insistenti relative ai contenuti del nuovo decreto interministeriale sulle energie rinnovabili, con cui, sembra, non verrebbero recepite le indicazioni contenute nella mozione del 5 marzo 2011, approvata all'unanimità dalla Camera dei Deputati, rappresentano , infatti, due questioni troppo rilevanti per non essere approfondite e discusse all'interno della maggioranza. Assumere una decisione sotto l'emotività determinata da quanto accaduto in Giappone non rappresenta un corretto esercizio della responsabilità. Oltretutto sembra ancora più incomprensibile la decisione che si sta profilando sul decreto relativo alle energie rinnovabili, che, se confermato, in pratica affosserebbe tutto il settore solare".
Fabio Gava, parlamentare del Pdl, capo gruppo in X Commissione per le Attivita' Produttive 


19/4/2011



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