Pubblicato il 09-07-2012

I nuovi paradisi naturali da proteggere

Sei nuovi paradisi naturali sono entrati a far parte della lista dei siti patrimonio dell'umanità. L'inserimento nella lista contribuirà alla loro protezione.

Cominciamo il nostro giro del mondo con la laguna meridionale delle Rock Island di Palau, in Micronesia, che è stata inserita per l’altissimo grado di biodiversità: barriere coralline, isole calcaree e 52 laghi marini, ognuno con un ecosistema marino unico.

 

Approdiamo in Africa dove troviamo l’area protetta Trinational Sangha che si estende su tre stati dell’Africa centrale: Camerun, Repubblica centrafricana e Repubblica democratica del Congo. La riserva ospita la più grande popolazione di elefanti e primati. I laghi di Ounianga, invece, sono 18 specchi d’acqua nel cuore del deserto del Sahara, in Ciad. Una vera e propria oasi.

 

Cambiando continente troviamo il sito di Chengjiang, nella provincia cinese dello Yunnan, che ospita tesori fossili che risalgono a 520 milioni di anni fa. Il Lena pillars nature park, invece, si trova in Russia e ospita specie uniche al mondo, come il cervo muschiato siberiano, in grado di resistere a temperature estreme che vanno dai -60°C in inverno ai +40° in estate. Il giro del mondo si chiude con la catena montuosa indiana Western Ghats che copre un’area di 160mila kmq e ospita foreste pluviali, fiumi e cascate dove si abbeverano specie a rischio estinzione come la tigre asiatica.

 

Con i sei nuovi ingressi i siti naturali dell’Unesco diventano 217. La decisione di inserirli nella lista dei patrimoni dell’umanità potrà contribuire alla loro protezione, secondo l’Unione mondiale per la conservazione della natura. Quelli africani, infatti, sono i più rischio per le attività di bracconaggio e di estrazione di gas e petrolio.

Referenze

Foto di Patrick Colin

La fotogallery dei nuovi siti patrimonio dell'Umanità realizzata dalla Iucn

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