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Pubblicato il 28-05-2012

La Cina ci porta a un nuovo record di CO2

Le emissioni di CO2 a livello globale nel 2011 sono cresciute come mai prima nella storia. Le cause principali sono carbone, petrolio e gas naturale.

Il nuovo record è dovuto alla Cina. Le emissioni di Pechino sono cresciute del 9,3 per cento nel 2011 rispetto all’anno precedente portando l’aumento globale al 3,2 per cento, nonostante la leggera flessione di Europa e Stati Uniti.

 

Sono questi i dati più importanti del nuovo rapporto dell’International energy agency (Iea) che non lascia spazio a dubbi. Bisogna fare qualcosa, tutti insieme, per evitare che la concentrazione di CO2 in atmosfera superi il punto di non ritorno. Secondo gli esperti per non superare l’aumento di due gradi celsius della temperatura media globale, bisogna raggiungere 44 miliardi di tonnellate (44 Gt) entro il 2020 per poi iniziare a decrescere. Oggi abbiamo toccato quota 31,6 miliardi (31,6 Gt).

 

I principali indiziati, ovviamente, sono i combustibili fossili: carbone (responsabile per il 45 per cento), petrolio (35 per cento) e gas naturale (20 per cento). Secondo Fatih Birol, capo economista dell’Iea, il tempo rimasto per discutere è ridotto all’osso se si vogliono evitare effetti devastanti sul clima. Anzi, secondo il rapporto di Jorgen Randers della BI Norwegian Business School di Oslo, il punto di non ritorno verrà certamente superato nel 2052.

 

I delegati di 180 paesi si sono riuniti proprio in questi giorni a Bonn, in Germania, per lavorare sull’accordo globale da scrivere e da sottoporre alle firme entro il 2015. Il conto alla rovescia è già cominciato.

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