Antanas Mockus. Quello strano sindaco di Bogotà

Antanas Mockus è un outsider della politica, inventore di efficaci slogan politici, estroso comunicatore. Un copywriter con un pizzico di follia artistica.

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Antanas Mockus è un outsider della politica, inventore di efficaci slogan politici ed estroso comunicatore. Un copywriter con un pizzico di follia artistica: quando era sindaco, per sensibilizzare sul risparmio dell’acqua corrente, si era fatto filmare sotto la doccia insieme alla moglie in uno spot e lo si poteva incontrare per le strade della città vestito da “Supercitizen”, supereroe del senso civico.

Cavalcando l’ “onda verde” sudamericana (come Marina Silva in Brasile) lo scorso giugno ha sfidato al ballottaggio per le presidenziali il candidato conservatore Juan Manuel Santos, delfino dell’uscente Uribe. Pur uscendone sconfitto, Mockus ha raggiunto un risultato esaltante ed inaspettato, dando un segnale incoraggiante per il futuro politico del suo Paese. Ecco un assaggio di Antanas Mockus in questa intervista.

 

Quali erano i punti principali del suo programma nella corsa alle presidenziali?

Il nostro principale obiettivo è il rispetto della vita e lo slogan statunitense “Yes we can” diventa da noi “Tu vida es sagrada”, la tua vita è sacra. Il secondo punto importante sono le risorse pubbliche, che vanno considerate sacre come la vita. I soldi vanno spesi in modo trasparente ed efficiente, ottenendo il massimo beneficio da ogni peso che si investe. La spesa pubblica deve essere valutata tecnicamente: non importa che qualche passo in più nella gestione delle risorse rallenti l’attività, perché questo garantisce risultati più solidi.

 

Che idea ha della legalità?

La legalità democratica è nel rispetto della legge. Essa si attua tramite la pedagogia e l’applicazione delle leggi stesse.

 

Lei è un abile inventore di slogan molto popolari nel suo Paese. Quanto è importante lo slogan nella politica?

Quando esso viene ideato per la pubblicità solitamente ha successo pur essendo vuoto. Quando lo slogan nasce per i bisogni diventa invece pedagogico e ha una maggiore efficacia.

 

Lei è stato sindaco di Bogotà per due mandati. Che soluzioni aveva adottato per rendere più vivibile la sua città?

Il problema era soprattutto nelle difficoltà di migliorare le infrastrutture. Io per primo affermavo che Bogotà non era una bella città, ma che poteva essere abbellita. Sono stati fatti grandi investimenti: aumentando delle tasse e vendendo alcune imprese energetiche siamo riusciti ad ottenere molte risorse economiche per la città. Siamo riusciti a finanziare lo sviluppo di parchi e di aree verdi per dare più spazio e sicurezza ai cittadini. Nel mio secondo mandato sono state anche incrementate le aree per il passaggio dei pedoni, considerato che le automobili circolavano indiscriminatamente ovunque. Prima di asfaltare una strada era prioritario creare lo spazio pedonale.

 

Come definirebbe il concetto di ecologia moderna?

La definizione più semplice che conosco è responsabilità. Ognuno deve essere responsabile di se stesso e riconoscere l’interdipendenza degli individui. Ecologia è responsabilità per l’interdipendenza. Duecento anni fa l’orgoglio del cittadino era mosso dal desiderio di indipendenza dalla società e dagli altri individui. Adesso noi dobbiamo abituarci ad una nuova idea, quella di interdipendenza.

 

Internet aiuta questo processo di interdipendenza?

Sicuro. Ci aiuta a comprenderlo meglio. Nessuno può più sfuggire alle proprie responsabilità.

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