Come migliorare il dialogo interno

E' fondamentale ascoltare ciò che si prova, decodificare l'emozione, senza mai negare o giudicare i sentimenti.

Il primo passo è aumentare la consapevolezza di un processo, come il dialogo interno, che pur non essendo inconscio, è di solito automatico e al di fuori del raggio d’attenzione. Non è difficile accorgersi di quello che ci diciamo e di come ci fa sentire. Anche se le abitudini sono radicate, cambiarle è possibile; richiede solo un po’ di fiducia e di sforzo all’inizio.

Si possono provare alcuni suggerimenti, che si sono dimostrati validi per migliorare la qualità della comunicazione interpersonale, ma funzionano anche applicati a quella intrapersonale. E’ importante utilizzare frasi positive, anziché quelle contenenti la negazione (ad esempio: “Voglio star bene” invece che “Non voglio soffrire”). L’inconscio non coglie il “non”, è suggestionato solo dalla parola che evoca proprio quello che si vuol evitare. E’ meglio non servirsi abitualmente di termini totalizzanti o tragici (mai, sempre, terribile, allucinante), nemmeno in modo ironico. Vietato insultarsi, sminuirsi, paragonarsi. Anzi, cerchiamo di aumentare i commenti d’apprezzamento, le frasi d’accettazione e d’incoraggiamento.

E’ stato dimostrato che il pensiero positivo porta al successo. Alcuni hanno testimoniato di guarigioni da malattie gravi ottenute con questo metodo. Ma non si tratta di mettersi una maschera sorridente, le autoaffermazioni di gioia e serenità non devono essere un tappo su vissuti del tutto diversi. Il pensiero positivo può scaturire da quello che c’è e dall’assunzione di responsabilità: posso cambiare le cose, o almeno il mio atteggiamento. E’ fondamentale ascoltare ciò che si prova, decodificare l’emozione, senza mai negare o giudicare i sentimenti. E poi cercare di vedere la realtà come potrebbe essere, oltre che com’è. Ci vuole fiducia, e la capacità di azzittire le predizioni negative, che per alcuni sono abituali (“Andrà tutto male”). Piuttosto è meglio il silenzio mentale: spazio insaturo da riconquistare, da non allagare con aspettative, giudizi, ossessioni.

Olga Chiaia Psicologa Psicoterapeuta

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