Se viaggi leggero fai bene al Pianeta

Nonostante la crisi il numero di viaggiatori ha raggiunto un miliardo di persone, con effetti negativi per il pianeta. Ecco una guida pratica al turismo sostenibile.

La crisi economica mondiale in corso, che ha toccato quasi tutti gli ambiti della nostra vita, sembra invece aver “graziato” il settore turistico internazionale: nel 2011, secondo quanto riportato dall’Unwto, l’Organizzazione mondiale delle Nazioni Unite per il turismo, il giro d’affari è stato di 740 miliardi di euro (40 in più rispetto al 2010) e il numero di viaggiatori ha quasi raggiunto il miliardo di persone, ossia un settimo degli abitanti del pianeta. Un toccasana per l’economia, un problema per l’ambiente e il pianeta. Migliorare questa situazione è possibile: basta iniziare a considerarla un’opportunità importante per cambiare abitudini e iniziare a viaggiare in modo più “leggero”.

Cos’è il turismo sostenibile La definizione che dà di turismo sostenibile l’americana International Ecotourism Society è quella di “un viaggio responsabile nelle aree naturali che preserva l’ambiente e migliora il benessere delle popolazioni locali”. Per riassumere potremmo usare il motto di Alastair Fuad-Luke, autore del libro Eco-travel handbook ed esperto di stili di vita sostenibili, dicendo che l’ecoturista è un viaggiatore che ama “Divertirsi, non distruggere”.

Quanti sono gli ecoturisti Gli italiani che dichiarano di praticare un turismo sostenibile sono circa l’8 per cento. Lo afferma il secondo rapporto “Turismo sostenibile ed ecoturismo”, pubblicato lo scorso febbraio, a cura di Ipr Marketing e Fondazione Univerde. I dati di quest’anno vedono una consapevolezza sempre crescente: le persone che considerano questa pratica utile per l’economia sono il 45%.

Scegliere la meta Dove si può essere più “eco”? Potremmo pianificare un viaggio responsabile in uno dei Paesi che secondo l’Environmental Performance Index (EPI) sono i più rispettosi dell’ambiente. Sui 132 presi in esame nel 2012, i migliori 10 sono risultati, nell’ordine, Svizzera, Lettonia, Norvegia, Lussemburgo, Costa Rica, Francia, Austria, Italia e a pari merito Regno Unito e Svezia. Per chi ama invece il turismo metropolitano, secondo l’associazione canadese CO2 Impact la città più eco del mondo è Copenhagen, in ex aequo con Curitiba (Brasile) e Barcellona. Infine, essere turisti responsabili nei 936 siti Unesco patrimonio dell’umanità (solo l’Italia ne ha 47) ha particolarmente senso: un approccio sostenibile aiuterebbe a conservarli, specialmente i 35 che secondo l’ente delle Nazioni Unite sono a rischio sparizione.

I mezzi di trasporto Il mezzo di trasporto “giusto” è fondamentale: come conferma anche l’Enea, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, quello più ecologico per i lunghi viaggi è il treno. Vi sono tuttavia diverse compagnie aeree che propongono la compensazione del volo applicando una piccola maggiorazione sul prezzo del biglietto. Una volta arrivati a destinazione ci si potrà spostare con i mezzi pubblici, in bici o… a piedi!

Le strutture Sempre più hotel e strutture turistiche in giro per il mondo hanno deciso di ridurre il proprio impatto e di certificare la propria attenzione all’ecologia. Tra le certificazioni più diffuse troviamo a livello internazionale innanzitutto Ecolabel, poi Green Key, Green Globe, Sustainable tourism eco-certification program; in Italia bisogna invece cercare marchi come Stay For The Planet, il rating italiano di sostenibilità degli hotel, circuiti come Legambiente turismo e Agriturismi bioecologici Aiab, oppure si possono consultare siti di booking online come EcoWorldHotel ed Ermes.net.

Consigli Ci suggerisce come fare una vacanza consapevole la Iucn, Unione internazionale per la conservazione della natura, con un decalogo pubblicato nel 2011: visitare aree ad alto valore naturalistico o culturale; portare bagagli più leggeri; studiare i percorsi; adattarsi alla cultura locale; scegliere hotel ecosostenibili; valutare treni e pullman come alternative all’aereo; preferire cibi locali; evitare l’acquisto di souvenir realizzati con elementi naturali da piante o specie in via d’estinzione; disturbare gli animali il meno possibile quando si scattano foto in zone incontaminate; mantenere i contatti, una volta tornati a casa, con le associazioni ambientaliste locali.

Referenze

LifeGate | Stai qui. Per il pianeta

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