Omeopatia

I media accusano l’omeopatia?

In questi ultimi giorni i media hanno dato ampio spazio ai risultati di indagini che non traducono in modo preciso la realtà dell?omeopatia.

In questi ultimi giorni i media hanno dato ampio spazio ai
risultati di indagini che non traducono in modo preciso la
realtà dell?omeopatia.

Per esempio secondo l?indagine Doxa in Italia le persone che si
curano con l?omeopatia rappresentano il 23% della popolazione,
eppure per l?Istat rappresentano il 7%!

Riguardo all?evoluzione nell’arco di cinque anni del numero di
persone che utilizzano l?omeopatia, si hanno dei numeri anche qui
diametralmente opposti tra la Doxa (+83%) e l?Istat (-15%).

Da parte sua l?IMS, altro grande organismo che si occupa di
indagini di mercato, segnala una crescita dell?8% nel primo
semestre del 2007 (sia a valori, che in quantità).

Sondaggi, inchieste, numeri… l?unico dato certo è che
una grande percentuale della popolazione non conosce ancora
l?omeopatia.

Incentrando il dibattito sulle cifre ci siamo dimenticati della
vera questione: la salute delle persone.

Se l?opinione pubblica e gli autorevoli personaggi del mondo
scientifico smettessero di vivere l?omeopatia come antagonista
degli altri approcci terapeutici, potremmo finalmente riunirci
intorno all?unica causa per la quale ne vale veramente la pena: la
salute e la sicurezza dei malati.

Tutti i pazienti, tutti i medici, tutti i farmacisti dovrebbero
sapere che l?omeopatia pur non essendo una panacea è
semplicemente una valida alternativa terapeutica e che per un certo
numero di patologie dovrebbe essere utilizzata come prima scelta
perché non sviluppa alcuna tossicità, alcun effetto
collaterale.

Una delle migliori prove di questo interesse pragmatico dei
pazienti per l?omeopatia è l?ultimo studio Doxa che abbiamo
commissionato: volevamo sapere se i pazienti andavano verso
l?omeopatia per marginalizzarsi in rapporto alla medicina ufficiale
o per aver accesso a un potenziale terapeutico complementare.

La risposta è chiara: il 52% della popolazione ha
risposto che ?desidererebbe che il suo medico fosse in grado di
curarlo con medicinali omeopatici, quando necessario?.

Quindi più della metà degli italiani desidererebbe
che il proprio medico di famiglia, pediatra o specialista, potesse
conoscere e praticare l?omeopatia per avere la possibilità
di disporre del trattamento più adatto al suo caso: il
più efficace e con minori rischi.

Non c?è dunque un rifiuto della medicina con la ?M?
maiuscola, c?è solo la volontà che la medicina
integri questa competenza specifica come già si fa in
numerosi paesi, in Francia in particolare.

Se il proprio medico non è competente, il malato va a
cercare altrove?

L?omeopatia rappresenta una via terapeutica complementare
all?interno della medicina, e non una medicina alternativa.

Christian
Boiron


Il futuro dell’omeopatia


A scuola di felicità

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