2050: abbiamo un problema

Se andiamo avanti così, consumando risorse in modo vertiginoso, entro il 2050 avremo bisogno di due pianeti. L’allarme arriva dal “Living Planet Report 2006” del Wwf.

“Abbiamo un serio problema ecologico, consumiamo le risorse in
modo più veloce rispetto a quanto la Terra sia in grado di
produrne”, ha detto James Leape, direttore generale del WWF,
lanciando il rapporto Living Planet 2006.
Un pianeta solo non ci basta
. Nel 2050, se
continueremo a consumare acqua, terreno fertile, foreste e animali,
a questi ritmi, di pianeti infatti ce ne vorranno due.

Il “Living Planet Report 2006” è l’ultimo rapporto del
WWF lanciato a livello mondiale proprio a Pechino, da uno dei Paesi
dallo sviluppo
più feroce e tumultuoso, la Cina
.

Lo studio fa luce su questo fatto: tutti gli abitanti della
Terra dovranno
cambiare il proprio modo di vivere
, riducendo i
consumi di carburanti
fossili
, e migliorando la gestione di tutti i sistemi,
da quello agricolo a quello della pesca. “Dobbiamo fare tutti di
più”, ha detto Leape.

Stiamo sprecando le risorse naturali del pianeta a un ritmo
talmente veloce che, se si segue la tendenza attuale, entro il 2050
ci sarà bisogno ogni anno
del doppio di risorse
rispetto a quelle che la Terra
può farcela a generare.

Molte specie animali, dai mammiferi ai pesci, sono diminuite di
un terzo nel periodo compreso fra il 1970 e il 2003 a causa delle
conseguenze dell’attività umane come l’inquinamento, la
deforestazione o la pesca. Il “consumo” di risorse degli esseri
umani,
la nostra impronta ecologica
, secondo lo studio del
Wwf è superiore del 25% rispetto alla capacità
annuale del pianeta di rigenerare le proprie risorse, dal cibo
all’energia, passando per la capacità di smaltire i rifiuti
creati dall’uomo.

“Secondo le proiezioni, entro il 2050 l’umanità
userà ogni anno due volte la quantità di
risorse
che il pianeta è in grado di generare
in dodici mesi, ammesso che queste risorse non siano già
terminate” si legge nel rapporto. Ecco perché di pianeti ne
occorreranno… due. L’impronta ecologica umana è
più che triplicata tra il 1961 e il 2003
.

Occorre
cambiare rotta
.
Ridurre il nostro impatto
. In Italia le parole del WWF
hanno suscitato una eco sorprendente, importante. “Siamo in un
debito ecologico estremamente preoccupante, i calcoli dell’impronta
ecologica sono per difetto: consumiamo le risorse più
velocemente di quanto la Terra sia capace di rigenerarle e di
quanto sia capace di metabolizzare i nostri scarti e questo porta a
conseguenze estreme ed anche molto imprevedibili” ha dichiarato

Gianfranco Bologna
, direttore scientifico del WWF
Italia. Il ministro dell’Ambiente,
Alfonso Pecoraro Scanio
, ha annunciato: “In novembre
il nostro Paese si presenterà a Nairobi in occasione della
conferenza sui cambiamenti climatici e sul protocollo di Kyoto,
perseguendo obiettivi chiari: la difesa degli obblighi previsti dal
protocollo e il rilancio di politiche che mirino in primo luogo
alla difesa del pianeta”.

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