40 mucche avvelenate. Nuova Val Bormida?

Allarme ambientale in Ciociaria: muoiono gli animali, falde inquinate. Nella Valle del Sacco ci sono industrie chimiche e farmaceutiche.

Invece di bere nella loro vasca sono scese nel fiume per
dissetarsi: è stato fatale. 30 mucche sono morte
così, uccise dalle sostanze velenose presenti nel ruscello
della Valle del Sacco, in provincia di Frosinone. Il Rio mola santa
Maria scorre infatti in una zona nei pressi di Anagni dove ci sono
industrie chimiche, farmaceutiche e aziende che producono plastica,
scaricando sostanze che – secondo il veterinario che ne ha
esaminato i resti – avrebbero avvelenato gli animali.

Insomma, cos’è, una nuova
Seveso
, in Ciociaria?
E’ più Porto Marghera
, o meglio una nuova Val
Bormida, con decine di aziende che scaricano rifiuti tossici nei
fiumi e contaminano la valle.

“E decretano la morte chimica della splendida valle del Sacco,
tra Frosinone e Roma” è il j’accuse di Fulco Pratesi

in collegamento con LifeGate Radio
.

“Se a Ponte del Tremio sono morti animali di una stazza che va
dai 200 chili alla mezza tonnellata, a quali rischi diretti e
indiretti sono sottoposti tutti gli esseri viventi della zona,
esseri umani compresi?” si chiede il fondatore del WWF Italia nel
primo comunicato lanciato oggi.

Cosa fare? Gli abitanti dei paesi lì intorno, per esempio
Anagni, devono traslocare?

Devono stare attenti. Tutta la valle del fiume Sacco, sia nella
parte della provincia di Roma che in quella della provincia di
Frosinone, deve essere dichiarata area a rischio secondo il WWF,
perché è ormai evidente che esistono molteplici e
gravissime fonti di inquinamento ambientale.

Il WWF chiede al Commissario Piero Marrazzo di approntare un
processo trasparente per stabilire cause e responsabilità, e
chiede ufficialmente che la società civile, compresi gli
ambientalisti, siano coinvolti: “Sulla zona insistono già
inchieste giudiziarie, e questo è il segno che alcuni dei
rischi erano noti, ora però responsabilità e bonifica
devono avere i tempi della sicurezza, non quelli della giustizia”,
conclude Pratesi. L’associazione ambientalista chiede al
Commissario Piero Marrazzo e ai Prefetti delle province interessate
di approntare una task-force per svolgere una valutazione e
stendere una mappa dei rischi per la salute umana e dei danni agli
ecosistemi.

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