A.A.A. Turisti subacquei cercasi

Immergersi nelle acque del Mar Rosso e allo stesso tempo partecipare come ricercatori sul campo con pinne e maschera. Un sogno? No, turisti subacquei!

Organizzato dal Marine Science Group del Dipartimento di
Biologia Evoluzionistica dell’Università di Bologna, lo
STE (Scuba Tourism for the Environment), ha lo
scopo di coinvolgere volontari ad hoc nella raccolta di
dati sulla biodiversità marina dell’area di Sharm el Sheikh
e del Mar Rosso egiziano.

Turisti subacquei che si immergono letteralmente nelle acque del
Mar Rosso e partecipano così
all’attività di ricerca, in modo da fornire indicazioni
sullo stato di salute dei siti di immersione, aumentando la mole di
dati disponibili e riducendo i costi della ricerca.

Nei progetti del Marine Science Group, i
subacquei ricreativi (così vengono chiamati), accompagnati
da biologi marini e fotografi subacquei, hanno avuto negli anni la
possibilità di studiare, ad esempio, la distribuzione dei
cavallucci marini nell’area del Mediterraneo o ancora di
determinare lo stato della biodiversità marina lungo le
coste mediterranee.

Dati che vengono poi eleborati e pubblicati, tra l’altro, su
alcune delle riviste scientifiche più importanti e
autorevoli, come Conservation Biology. Un modo per dire “io
c’ero”!

Lo scambio è però alla pari: il volontario impara
ad avvicinarsi in maniera sostenibile al reef, impara a riconoscere
le cosidette specie bandiera, quelle più importanti e ottime
indicatrici dello stato di salute della barriera; in poche parole
impara ad essere un ospite rispettoso del mare e un attento
osservatore.

Grazie alle schede informative, reperibili sul sito www.steproject.org,
il volontario viene accompagnato passo passo a tenere un
comportamento sostenibile sia in mare che nelle strutture
ricettive, mentre con le schede di rilevamento, il turista diviene
parte attiva della ricerca: segnala e racconta quanti e quali pesci
ha individuato, l’eventuale presenza di disturbi o ancora lo stato
di salute dei coralli.

Insomma, un vero e proprio turismo partecipativo, dove il
cittadino sviluppa una reale coscienza finalizzata alla diminuzione
del proprio impatto su questo delicato sistema naturale,
soddisfando allo stesso tempo le esigenze della natura e quelle
dell’umanità.

Rudi Bressa

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