Iride, una sfera magica

Oggetto dell’esame sono i diversi segni che compaiono sull’iride, costituiti più precisamente da alterazioni cromatiche, macchie, cavità e rilievi.

L’esame iridologico avviene grazie all’impiego di due diversi
strumenti: la lente, elementare ma sempre efficace nelle mani di un
medico esperto e il microscopio oculistico più diffuso e
preciso.

Il paziente viene invitato a sedersi davanti al microscopio, ad
appoggiare il mento e la fronte su di un adeguato supporto e a
rimanere fermo guardando lo strumento.

Oggetto dell’esame sono i diversi segni che compaiono sull’iride,
costituiti più precisamente da alterazioni cromatiche,
macchie, cavità e rilievi. Alcuni di questi segni
rappresentano come delle “impronte genetiche”, sono in altre parole
espressione dei punti deboli dell’organismo che l’individuo eredita
alla nascita, veri e propri fattori di predisposizione
all’instaurarsi di determinate patologie.

S’inizia con un esame a debole ingrandimento dell’iride, che
fornisce un quadro generale sullo stato di salute dell’individuo,
poi nel corso della stessa visita, si approfondisce
progressivamente attraverso diversi livelli d’ingrandimento. Il
medico deve tenere una documentazione dell’esame obiettivo svolto,
in modo da poter confrontare tra loro i risultati delle visite
successive, seguire l’evoluzione del paziente, della sua malattia e
costituire uno schedario con delle vere e proprie cartelle
cliniche. A tal fine si esegue una fotografia oppure un videotape
con adeguati apparecchi.

Una visita dall’iridologo non dura generalmente meno di mezz’ora,
specie se si tratta della prima volta e si vogliono analizzare
tutti i settori corrispondenti a diversi organi, in cui viene
suddiviso l’iride. Si tratta in ogni caso sempre di un esame
indolore, comodo e assolutamente non invasivo.

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