A Parigi il “veggie pride”, l’orgoglio verde

Nella capitale francese si sono radunati tutti coloro che hanno adottato una dieta vegetariana, da tanti paesi europei. E ne sono orgogliosi. Scopriamo il Veggie Pride.

“Justice pour les animaux”, giustizia per gli animali: al grido di
questo slogan sabato 18 maggio vegetariani e vegan hanno sfilato
lungo le strade del Quartiere Latino di Parigi.

Più di cinquecento persone (il doppio rispetto alla prima
edizione) da dieci Paesi diversi: belgi e francesi, italiani e
tedeschi, svizzeri e spagnoli ma, prima di tutto, difensori dei
diritti degli animali.

Per il secondo anno consecutivo, il Veggie Pride, l’orgoglio dei
vegetariani, è sceso in piazza: da Place Jussie a Place de
la Sorbonne contro lo sfruttamento animale, per denunciare la
vegefobia, per rivendicare la propria esistenza, per dire basta al
massacro di 26 miliardi all’anno tra bovini, ovini, suini, polli,
equini e caprini; 650 milioni solo in Italia.

Da “gli animali supplicano la grazia” fino a “Il massacro degli
animali è la morte dell’uomo”: queste la frasi più
ricorrenti nei loro striscioni, nei cartelloni che i manifestanti
hanno portato come bandiere lungo le strade di Parigi. Alcuni
mascherati da conigli o mucche, altri da macellai, altri ancora da
uomini e donne primitivi e perfino un improvvisato eroe dei
fumetti, “il Supervegetariano”, sono arrivati da ogni parte del
mondo per gridare la loro rabbia e chiedere giustizia per i
più deboli.

Un corteo vivace e battagliero, con tanto di caravan anti-specista
al seguito, ha sfilato fino al traguardo finale di Place de la
Sorbonne.

Qui, banchetti informativi, dibattiti, incontri, un pranzo
rigorosamente “cruelty-free”, concerti (con sottofondo di voci
animali e l’immancabile “Meat is Murder” degli Smiths) hanno
concluso la giornata di protesta dando appuntamento al prossimo
anno, il terzo, per una manifestazione che, senza dubbio,
sarà ancora più numerosa.

Roberta Marino

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