A Sorrento vinto il primo round contro il Giappone

Soltanto l’anno scorso, nonostante la moratoria, ben 1.764 balene sono state uccise dai cannoni dei Paesi più agguerriti,

L’Italia si è battuta insieme ad altri Paesi contro la
richiesta giapponese di ottenere la votazione a scrutinio segreto,
nel corso della riunione della Commissione Internazionale Baleniera
(IWC), aperta ieri a Sorrento.
La proposta nipponica è stata respinta con un risultato di
29 voti contro 24.

“In questo modo – ha detto il Ministro delle Politiche agricole e
forestali Gianni Alemanno – abbiamo ribadito il nostro impegno a
difesa delle specie marine e delle balene in particolare”. “Grazie
a questo voto – ha aggiunto il Ministro – abbiamo infatti ottenuto
un risultato importante: tutte le procedure in seno alla
Commissione Internazionale Baleniera si svolgeranno secondo quella
procedura di assoluta trasparenza, propria della nostra
tradizione”.

In anteprima ai lavori della commissione mondiale, che si è
riunita per la prima volta in Italia,
duecento barche hanno risposto all’appello lanciato da Greenpeace.
Vele al vento, tutti insieme: ambientalisti, sportivi, pescatori,
in corteo sotto costa da Meta a Sorrento, per dire no alla caccia
che rischia di sterminare balene, capodogli, delfini,
tartarughe.

Soltanto l’anno scorso, nonostante la moratoria, ben 1.764 balene
sono state uccise dai cannoni dei Paesi più agguerriti,
mentre non meno di trecentomila cetacei delle famiglie minori sono
finiti nelle reti derivanti delle spadare, oppure sono morti
soffocati dalle buste di plastica che a milioni minano gli oceani,
o ancora dai veleni delle fonti inquinanti.

Tomaso
Scotti

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