Aborigeni: l’Australia chiede scusa

Dopo oltre 200 lunghi anni di razzismo viscerale, di leggi subdole e ambigue, di oppressione, ghettizzazione e segregazione, l’Australia chele scusa

Australia, 13 febbraio, in un discorso di circa mezz’ora seguito da
tutta la nazione, il nuovo leader laburista Kevin Rudd, mantenendo
fede alle promesse fatte durante la campagna elettorale, ha
pronunciato una parola che il popolo Aborigeno aspettava da
decenni: Sorry.

La cerimonia ufficiale si è tenuta a Camberra, sede del
parlamento australiano, alla presenza di molti leader delle
comunità aborigene. Kevin Rudd ha presentato le scuse
ufficiali a nome del governo australiano, per il dolore, le
ingiustizie, i maltrattamenti e le sofferenze inflitte alla
popolazione Aborigena. Il primo ministro ha compiuto un importante
gesto simbolico, ha fatto quello che i suoi predecessori non hanno
mai avuto il coraggio di fare, riconoscendo ufficialmente
un?imbarazzante verità: la complicità di passati
governi australiani nell?aver perpetrato un vero e proprio
genocidio dapprima con la colonizzazione e successivamente con la
cosiddetta Stolen generation, la ?Generazione rubata?.

? Oggi rendiamo onore alle culture indigene di questa terra, le
più antiche nella storia dell?umanità? Ha detto Rudd
?Chiediamo scusa alle madri e ai padri, ai fratelli e alle sorelle,
per la disintegrazione di famiglie e comunità. Chiediamo
scusa specialmente per l?allontanamento dei bambini aborigeni e
quelli isolani di Torres Strait dalle loro famiglie, dalle loro
comunità e dalla loro terra. Chiediamo scusa per il dolore,
le sofferenze e le ferite subite da queste generazioni rubate, dai
loro discendenti e dalle famiglie da cui sono state strappate. E
chiediamo scusa per i trattamenti indegni e umilianti inflitti ad
un popolo e ad una cultura pieni di orgoglio. Noi il Parlamento
d?Australia, chiediamo rispettosamente che queste scuse vengano
ricevute nello spirito col quale sono state offerte, nell?ambito
del processo di riappacificazione della nazione?

Con il Sorry Day si volta una pagina molto triste e senz?altro
la più disonorevole della storia australiana e se ne apre
una nuova all?insegna di un futuro che vuole riparare i torti del
passato e dare avvio, tra dubbi e speranze, ad una nuova era nelle
relazioni razziali tra i due popoli.

Maurizio Torretti

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