Acqua, la sfida del futuro

Una panoramica sulle molteplici implicazioni legate alla gestione dell’acqua, risorsa naturale che si sta rivelando come la pi

A Johannesburg si sono incontrati i grandi della Terra per parlare
del futuro che ci attende. Tra tutte le contrapposizioni venute a
galla durante il summit, quelle riguardanti le risorse mondiali di
acqua dolce erano tra le più violente. Questo perché
ci attende un futuro con risorse idriche sempre più povere,
in parte per l’inquinamento, in parte per l’aumento della
popolazione, in parte per l’uso sproporzionato che ne viene fatto
nelle nazioni industrializzate.
Gli effetti si annunciano così incisivi da far scoppiare in
tutto il mondo un vero e proprio conflitto legato alla penuria
sempre maggiore di acqua dolce pulita. Una situazione che promette
affari d’oro per chi si muove in tempo. Infatti i delegati dei
differenti governi e le aziende si sono incontrati con la WTO
(Organizzazione mondiale del commercio) con l’obiettivo di aprire
la strada che porterà alla privatizzazione delle acque, e
quindi alla mercificazione di un bene primario come l’aria che
respiriamo.

  • Qualche
    cifra

    Prima di esaminare più da vicino il
    problema, soffermiamoci un attimo sulle cifre, forniteci
    dall’Organizzazione Mondiale e riportate su Libération.

  • I nuovi padroni
    dell’acqua

    Grandi aziende multinazionali si spartiscono le
    riserve di acqua dolce e la rivendono nonostante si tratti di un
    bene primario.

  • Un antico
    problema

    Anche nel passato, e anche in Italia, fonti
    d’acqua di necessità pubblica sono state controllate da
    piccoli gruppi privati.

  • Perché
    l’acqua in bottiglia?

    L’Italia è il paese al mondo con il
    maggiore consumo di acqua in bottiglia. Siamo un paese ricco di
    acqua dolce, ma non siamo capaci di gestire il nostro patrimonio
    idrico.

a cura di
Daniela Bellon

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