Acqua potabile nel deserto con il fotovoltaico

In Tunisia è stato inaugurato un impianto di dissalazione dell’acqua. La particolarità? È alimentato da un impianto fotovoltaico.

Si tratta di un impianto di dissalazione dell’acqua inaugurato dallo stesso Primo ministro tunisino Hamadi Jebali, lo scorso novembre, nella regione desertica del Ben Guardane nella provincia di Medenine, poco distante dalla meta turistica Djerba.

E per funzionare a pieno regime, da marzo 2013, verrà alimentato con un impianto fotovoltaico da 210 kW di capacità, fornito e installato da Conergy Italia, coprendo così il 70% del fabbisogno energetico dell’intero stabilimento di dissalazione. L’energia fotovoltaica generata consententirà di così di rifornire la popolazione locale, che avrà a disposizione un totale di 1,8 milioni di litri d’acqua potabile ogni giorno.

L’impianto è una donazione del Governo giapponese alla Tunisia e Conergy si è aggiudicata la commessa nel corso di una gara di appalto vinta dalla società giapponese e impresa generale Takaoka Engineering. Conergy Italia ha così assunto la responsabilità, non solo della pianificazione e dell’ingegneria dell’impianto, ma anche della fornitura dei componenti e della costruzione del parco fotovoltaico.

“Il Medio Oriente e il Nord Africa sono predestinati all’utilizzo dell’energia fotovoltaica – ha dichiarato l’amministratore delegato di Conergy Italia Giuseppe Sofia – grazie a valori di irraggiamento solare estremamente elevati. L’impianto in Tunisia è una novità assoluta nel vero senso della parola.

“Si tratta – ha così concluso – del primo impianto fotovoltaico destinato ad un sito di dissalazione ed è il nostro primo progetto nello stato più orientale del Maghreb. Sarà anche la prima volta che i nostri team di ingegneri francesi e italiani collaborano su uno stesso progetto”.

Nonostante la situazione politica del paese non sia ancora stabile, il mercato delle rinnovabili è ancora tutto in divenire e, secondo gli esperti, ci si aspetta un potenziale per il mercato tunisino di circa 200 megawatt entro il 2020.

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