Acquedotti: c’è da fidarsi ?

La sfiducia dei consumatori nei riguardi dell’acqua del rubinetto continua a crescere: ma c’è da fidarsi degli acquedotti ?

In realtà, se per salubrità si intende assenza di
germi patogeni e di sostanze tossiche, l’acqua proveniente dagli
acquedotti è sufficientemente sicura, perché subisce
una serie di controlli maggiori rispetto all’acqua che viene
imbottigliata, e ha parametri più restrittivi ai quali
sottostare.

Il massiccio consumo di acqua in bottiglia è in molti casi
ingiustificato: infatti dei circa 13.500 acquedotti della rete
idrica due terzi di essi erogano l’acqua così come è
prelevata dalla fonte, senza alcun trattamento. Esattamente come
avviene per le acque in bottiglia. Con un’unica differenza: l’acque
proveniente dagli acquedotti subisce controlli più rigorosi
e i parametri riguardo ad alcuni inquinanti sono più
restrittivi.

Non è così tranquillizzante invece la qualità
dell’acqua fornita dagli acquedotti che fanno ricorso a trattamenti
di clorazione prima di distribuire l’acqua agli utenti. La
clorazione delle acque è il trattamento più
utilizzato in Italia per eliminare i microrganismi. Questo
trattamento, utilizzato negli acquedotti della maggior parte delle
città italiane, prevede che l’acqua venga “disinfettata”
mediante l’uso di cloro, che sciogliendosi in acqua si trasforma in
ipoclorito (candeggina). L’ipoclorito a sua volta reagisce con la
materia organica portando alla formazione di trialometani, un
gruppo di composti in buona parte cancerogeni per l’uomo. Un
recente progetto di ricerca condotto da Greenpeace, ha evidenziato
come i trialometani siano presenti in molti campioni di acqua
potabile di alcune città italiane (ad esempio a Roma,
Milano, Torino.

Esistono tuttavia, e in alcuni acquedotti sono già in
funzione, metodi di disinfezione delle acque che non prevedono
l’uso del cloro, come ad esempio l’uso combinato di raggi
ultravioletti e di acqua ossigenata. Questi sistemi non comportano
alcun rischio per la salute umana. Basterebbe sostituire la
clorazione con questi metodi alternativi per poter sempre
considerare l’acqua dei nostri rubinetti sicura.

Gabriele Garbillo

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