Addio Bettinelli

Quando questa mattina ho letto la notizia della scoperta di Giorgio Bettinelli…

È morto colpito da un’infezione nel Sud della Cina, sulle
rive Mekong, dove viveva con la moglie Yapei. È stato
l’ultimo grande interprete dei viaggi dell’avventura.

Aveva una faccia simpatica Giorgio Bettinelli, magro come un
fuscello, baffo vezzoso, sguardo vivo- Da uno che è andato
dall’Alaska dalla Terra del Fuoco su una Vespa ti aspetti che sia
una specie di Rambo e che sia un esperto meccanico. E invece no:
Bettinelli era esile come un fuscello e di motori non capiva a.

E sembrava inattaccabile da tutto e da tutti. E invece no: pochi
giorni fa Bettinelli è morto, colpito da un’infezione nel
Sud della Cina, sulle rive Mekong, dove viveva con la moglie Yapei.

Con lui perdiamo non solo un giornalista, scrittore e
viaggiatore, ma anche un personaggio da film, diventato noto al
grande pubblico con il libro “In Vespa” (Edizioni Feltrinelli),
dove narra il suo primo viaggio su due ruote da Roma a Saigon.

Solo lui poteva immaginare viaggi che poi lo hanno portato a
pubblicare libri come “Brum brum. 254.000 chilometri in Vespa” e
“Rhapsody in black. In Vespa dall’Angola allo Yemen”. Il suo ultimo
libro è stato “La Cina in Vespa”, cronaca di un viaggio che
ha toccato per la prima volta tutte le 33 regioni dell’immensa
regione cinese.

Alcuni anni fa l’avevo incontrato a Milano, in una pausa tra un
viaggio e l’altro.

Ne nacque uno
speciale on line
che vogliamo riproporvi.

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