Africa: 4800 km su un’auto elettrica

4800 km di strade dal Kenya al Sudafrica, senza assistenza, a zero emissioni, con un’auto elettrica .

Dopo aver partecipato nel 2010 alla più lunga spedizione a
bordo di un mezzo elettrico, da Parigi a Shangai, per il pilota
Xavier Chevrin è questa la sfida più ardua. Partito
dal quartier generale Unep a Nairobi, ora dovrà attraversare
grandi parchi e riserve naturali di Tanzania, Zambia, Zimbabwe,
Botswana e Sudafrica, fino alla destinazione finale,
Johannesburg.

Mentre lui è alla guida, Vivien Floris gira video, che
durante il viaggio vengono inviati (quando trovano una connessione)
al blog
del sito della missione
. L’avventura dovrebbe durare
circa un mese e mezzo.

Powered by Venturi
Il veicolo è una versione modificata dall’azienda francese
Venturi dei furgoncini utilizzati dal servizio postale francese:
per sopportare il test d’endurance è stato
equipaggiato con tre batterie al posto di una sola e sospensioni
rinforzate. Può coprire 500 km senza ricarica alla
velocità massima di 100 km orari e ha una capacità di
750 kg. Per ricaricare completamente le batterie servono sette ore.

Suscita curiosità. La domanda più frequente durante
il viaggio “non è ‘mostrate i vostri documenti’ – racconta
Chevrin sul sito web – ma ‘aprite il cofano’. Nel momento in cui ci
si ferma, altri veicoli si bloccano e decine di persone accorrono
per vedere ‘l’auto pulita’”, che spicca sia per la sua
silenziosità che per il suo colore nero e arancio.

Non è un’auto a benzina. Pro e
contro
Secondo il prossimo rapporto Unep sullo stato
dell’ambiente, l’attuale sistema dei trasporti basato sui
carburanti fossili incide su un quarto delle emissioni globali di
gas serra, una cifra destinata ad aumentare di almeno un terzo nei
prossimi decenni. “Vogliamo dimostrare che l’elettricità
è una fonte di energia alternativa che può essere
usata nei trasporti” ha spiegato Chevrin.

Come fra Shangai e Parigi, durante il viaggio il pilota
dovrà fare affidamento sugli abitanti del posto per
ricaricare le batterie. Una cosa non del tutto ovvia in Africa,
dove sono frequenti interruzioni del servizio. L’auto non ha un
generatore di emergenza, quindi non può permettersi di
rimanere a corto di energia.

Missionafrica.fr
La
missione è patrocinata dall’iniziativa
Onu 2012 sull’energia sostenibile per tutti
ed
è cofinanziata dalla Fondazione del principe Alberto II di
Monaco. L’obiettivo è duplice. Serve a
testarel’affidabilità dei motori elettrici, ma anche a
scoprire e mettere in luce situazioni di degrado in un continente
in cui ancora rimangono zone non servite dall’energia elettrica. E’
la prima volta che un mezzo 100% elettrico tenta di arrivare da
Nairobi e Johannesburg senza assistenza. “Abbiamo usato motori a
combustione per oltre un secolo – ha detto Chevrin alla partenza –
ma ora c’è una nuova rivoluzione. Nel giro di pochi decenni
sarà logico per tutti avere un’auto elettrica perché
risponde alla filosofia di avere più cura di come usiamo
l’energia”.

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