Aggressività e ambiente

L’aggressività che contraddistingue l’uomo odierno è legata alla concezione che ha del tempo, quello che Carlo Maria Martini chiama “tempo dell’ansia”.

L’uomo primitivo viveva di un’aggressività istintuale, quasi
una seconda pelle, a livello di meccanismo difensivo nei confronti
di un ambiente ostile, dove regnava la legge del più
forte.
Essa, tuttavia, quasi come un fiume carsico, caratterizza anche
l’uomo dei nostri giorni, pur con espressioni, forme e contesti
mutati.

Se è vero, infatti, che la civiltà ha prodotto
conquiste perenni, è altrettanto vero che taluni aspetti
della natura umana sono sopravvissuti ai secoli e ai millenni.

L’aggressività che contraddistingue l’uomo odierno è
legata alla concezione che ha del tempo, quello che Carlo Maria
Martini chiama “tempo dell’ansia”.
Siamo sempre in affanno, il tempo sembra non bastare mai,
tant’è che il filosofo Michel Serras c’invita a lasciare
l’orologio per riprenderci il tempo.

Accanto al “tempo dell’ansia”, Martini individua anche “il tempo
della frustrazione”, perché ci sfugge continuamente di mano,
“si sbriciola”.
A questa forma di tempo, l’uomo reagisce o con la depressione,
perché non è in grado di reggerlo, o con la smania di
agire, con una cinica sete di potere, di successo ad ogni
costo.

Ebbene, per incanalare in un tempo così sfuggente
affermazioni lavorative o gratificazioni sociali, l’uomo del nostro
tempo ha sviluppato un’aggressività inconscia nei confronti
dell’ambiente e soprattutto degli altri, visti come potenziali
nemici, agguerriti concorrenti nella scala del successo.

Insomma, è opinione diffusa che solo uno “spirito guerriero”
possa imporsi in un mondo sempre più competitivo, dove chi
resta indietro è destinato all’estinzione.

Eppure, questi “spiriti guerrieri”, questi frenetici abitatori del
successo e della visibilità sociale – dimentichi dell’antico
valore greco della contemplazione – sono anche tra i più
assidui frequentatori delle farmacie, alla ricerca dell’ansiolitico
più efficace: è la risposta dell’anima ad una vita
innaturale.

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