Aggressivit

Non sono rare le forme di aggressivit

Il grande Schiller aveva così classificato i desideri:

  • Quello “narcisistico”, ripetitivo, istintuale, chiuso agli
    altri;
  • Quello della ” reciprocità”, dove la componente
    sessuale, istintuale si trasforma in amore donativo;
  • Quello “trasfigurativo”, caratterizzato dalla forza estetica,
    aperto all’umanità in quanto tale.

Dobbiamo concentrare la nostra attenzione sul primo tipo di
desiderio, quello “narcisistico”, dal quale, non di rado, nascono
atteggiamenti aggressivi verso l’altro, visto solo come strumento
del nostro piacere, del nostro appagamento.

Siamo, infatti, talmente presi da noi stessi, dal soddisfacimento
immediato dei nostri desideri, che gli altri sono costretti a
vivere solo e unicamente in funzione del nostro appagamento, della
nostra felicità, pena le nostre reazioni rabbiose,
aggressive.

Basta un contrattempo, un’inezia, che l’altro chieda una minima
sospensione dal suo stato di “schiavitù”, per sentire un
senso di frustrazione, di desiderio non realizzato, e scatenare,
quindi, sentimenti di ostilità, di vera e propria
aggressività.

Il narcisista, tuttavia, non è autonomo, dipende
completamente dagli altri, perciò, alla fine, s’invertono i
ruoli tra servo e signore.
Il narcisista, infatti, finisce per diventare servo, sia pure in
modo aggressivo: finalizza la propria vita all’iniziativa
gratificante dell’altro, che gli è necessario come l’aria
che respira.

Come si vede il narcisismo nasconde insidie esistenziali per a
trascurabili.

Chi, invece, ha un atteggiamento donativo verso gli altri,
potrà anche sentire momenti di stanchezza, di nervosismo, ma
riuscirà, comunque, ad arginare in modo soddisfacente la
propria aggressività, proprio perché si sente
importante, veramente appagato.

Chi, d’altronde, può sentirsi più appagato moralmente
di colui che ha reso felice un altro?

Fabio Gabrielli

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