AIDS e salute nell’era della globalizzazione

AIDS e salute nell’era della globalizzazione, purtroppo cure e possibilità cambiano per i malati del ricco Nord rispetto a quelli dei paesi poveri.

Nell’era della globalizzazione i cambiamenti economici, a livello mondiale hanno esercitato un impatto profondo sulla salute delle popolazioni e sul loro accesso all’assistenza sanitaria e ai servizi sociali.In ogni parte del pianeta la salute dei cittadini è sempre più fortemente minacciata da tassi crescenti di ineguaglianza e povertà, che riducono l’accesso a istruzione, acqua potabile, sanità ed alloggio di strati sempre più vasti di popolazione. Le risorse naturali del pianeta sono sfruttate ad un ritmo preoccupante, causando un degrado globale dell’ambiente. Tutto ciò costituisce una seria minaccia per la salute di tutti, in specie dei più poveri.

Attualmente, in particolar modo, il benessere dei cittadini risulta condizionato dall’effetto delle politiche dettate dagli organismi economico-finanziari, quali la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale e l’Organizzazione Mondiale del Commercio, e col benestare dei governi delle maggiori potenze. Nella prospettiva economica attuale, la salute non è più considerata un diritto umano fondamentale. Non è più un fine, ma solo strumento di crescita e di sviluppo. La diminuzione dell’aspettativa di vita preoccupa solo laddove si traduce in una diminuzione del prodotto interno lordo. In questo modo, la salute rappresenta solo un indicatore economico…

Dal canto loro, i Paesi in via di sviluppo si stanno accorgendo che, molto spesso, mettere in atto gli accordi internazionali da essi stessi ratificati porta con sé sfide e rischi molto seri per le loro società ed economie. Le minacce di ritorsione economica e le controversie legali sollevate negli ultimi anni da molti paesi occidentali nei confronti di Brasile, Thailandia e Sudafrica, accusati di aver violato la proprietà intellettuale dei farmaci per fare fronte all’emergenza dell’AIDS costituisce uno dei casi più significativi.

In questo contesto, anche le associazioni di lotta all’AIDS hanno dovuto modificare la propria prospettiva di intervento. La lotta all’epidemia diventa strumento significativo di lettura dei rapporti Nord-Sud del mondo, lente d’ingrandimento che aiuta a comprendere le distorsioni più evidenti, le luci e le ombre dell’attuale assetto mondiale, sempre più governato dalle politiche di mercato, e dalla legge del profitto.

A metà degli anni’90 si introduce la triplice terapia (il cosiddetto “cocktail” di farmaci: dai due ai tre farmaci combinati, combivir, nevirapina più altri farmaci). I benefici che da allora ne traggono i malati del ricco Nord continuano ad essere negati alla stragrande maggioranza dei paesi poveri, dove peraltro si concentra quasi il 90% delle infezioni. La terapia è inaccessibile. Costa annualmente tra i 10 e i 15 mila dollari. Nei Paesi in via di sviluppo, soprattutto dell’Africa subsahariana che conta i Paesi maggiormente colpiti dall’infezione, la spesa sanitaria annua pro-capite si aggira attorno ai 10 dollari a testa.

Il costo dei farmaci è di fatto il frutto dell’oligopolio imposto dalle maggiori multinazionali del farmaco, che oggi gestiscono il mercato farmaceutico. I lunghi di anni di esperienza sul campo di Lila Cedius ci hanno insegnato che non è possibile parlare di Aids senza risalirne alle cause. Che le malattie, così come la morte, non sono condizioni che capitano a caso alle persone, ma sono più spesso frutto di ingiustizia e disuguaglianza sociale. L’impegno globalizzato per la tutela del diritto alla salute impone la conoscenza dei meccanismi della finanza e dell’economia a livello internazionale, necessaria a comprendere le ragioni e gli attori che oggi governano la “dimensione salute” a livello globale.

Claudia Sala
Responsabile
Lila Cedius

 

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