WEC 2010. Ci vuole pi

La domanda globale di energia, nei prossimi vent’anni, crescerà tra il 30 e il 42 per cento a fronte di una crescita del 40 per cento avutasi tra il 1990…

La domanda globale di energia, nei prossimi vent’anni,
crescerà tra il 30 e il 42 per cento a fronte di una
crescita del 40 per cento avutasi tra il 1990 e il 2010. Questa la
stima prevista da Daniel Yergin, presidente dell’IHS Cambridge
Energy Research Associates (IHS CERA), il quale ha aggiunto che gli
idrocarburi continueranno a rappresentare circa l’80 per cento dei
consumi mondiali di energia. Sempre secondo Yergin “è
necessario orientare le scelte politiche ed economiche in modo da
rendere accessibili le fonti energetiche ai due miliardi di persone
che ancora non hanno un accesso adeguato”.

 

Per fare questo, sarà necessario sviluppare tutte le
fonti di energia a disposizione, ma l’uso di combustibili fossili
resterà elevato. Khalid A. Al-Falih, presidente e
amministratore delegato di Saudi Aramco, ha dichiarato che “anche
se la quota di combustibili fossili nel mix energetico potrebbe
diminuire sul lungo termine, la quantità assoluta
continuerà ad aumentare perché la domanda mondiale di
energia aumenterà significativamente”. Per tutti questi
motivi, sarà importante aumentare gli sforzi per un
miglioramento dell’efficienza energetica in modo da ridurre la
quantità di emissioni prodotte da veicoli e impianti
alimentati a petrolio o a gas.

Cos’è il World Energy Congress?
“Un’opportunità per capire, da una prospettiva globale, i
problemi e le soluzioni sul tema energetico”, così viene
descritto sul sito
ufficiale dell’evento
il Congresso mondiale
dell’energia inaugurato il 12 settembre e che, fino al 16,
attirerà oltre 6 mila delegati provenienti da 137 nazioni.

 

Il congresso si inserisce tra la Conferenza sui cambiamenti
climatici delle Nazioni Unite tenutasi lo scorso dicembre a
Copenhagen e la prossima, che avrà luogo a Cancún, in
Messico. Il momento è, dunque, cruciale. In seguito
all’esito non esaltante dei colloqui ufficiali tenutisi a Bonn lo
scorso agosto, infatti, Montreal si inserisce prepotentemente nel
calendario dei negoziati sul clima. La speranza è quella che
i delegati che confluiranno nella città canadese possano
sfruttare l’occasione rappresentata dal congresso per avanzare
proposte di accordo da presentare alla COP 16.

 

A far pressione sui delegati ci hanno pensato anche molte
associazioni ambientaliste. In occasione dell’inaugurazione,
infatti, centinaia di manifestanti hanno fatto sentire la loro voce
per chiedere la moratoria delle perforazioni petrolifere in acque
profonde ritenute rischiose e inquinanti.

 

L’agenda degli appuntamenti del congresso seguirà i
problemi di principale attualità, come la gestione
dell’aumento della domanda di energia, lo sviluppo di un sistema in
grado di assicurare la stabilità energetica a lungo termine
e la ricerca di soluzioni che guardino al rispetto del nostro
pianeta.

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